La trasmissione Porta a Porta deve essere esclusa dalla campagna elettorale perché il suo conduttore, Bruno Vespa, deroga alla legge sui compensi e ha un contratto da artista. E secondo quanto normalmente previsto dalle regole sulla par condicio, per poter ospitare i politici nella fase prima delle elezioni, i programmi delle reti devono essere ricondotti sotto la responsabilità di una testata giornalistica. A parlare è il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico, che rivolgendosi al direttore del Tg1, Andrea Montanari, nel corso della sua audizione, si è voluto ricollegare alla “discussione sul ruolo di Porta a Porta“, di cui sia il giornalista che la deputata di M5S Dalila Nesci avevano precedentemente parlato. Ma a Fico risponde direttamente Vespa: “Non so se la proposta del presidente Fico sarà approvata o no. Ma visto che ho lo stesso contratto dal 2001, temo che debbano essere annullate le elezioni degli ultimi 16 anni perché inquinate dalla presenza ‘artistica’ di Porta a porta in tutte le campagne elettorali”.

Le regole della campagna elettorale per la tv pubblica vengono infatti definite dalla commissione di Vigilanza con la delibera sulla par condicio. “C’è un conduttore – ha aggiunto l’esponente M5s – che per aggirare la deroga al tetto ai compensi ha un contratto da artista pur essendo giornalista e dall’altra parte ci sono tantissimi giornalisti senza un contratto da giornalista in Rai. Questo è un paradosso, non possiamo prendere in giro gli italiani”. “Quando faremo la delibera sulla par condicio – ha aggiunto Fico – proporrò che chi ha avuto la deroga al tetto ai compensi, perché ha un contratto da artista, non possa essere ricondotto sotto testata. Mi sembra il minimo sindacale”.

A settembre il cda di Viale Mazzini aveva deciso il via libera al rinnovo contrattuale di Bruno Vespa con un taglio del 30% del compenso. Vespa negli ultimi anni aveva maturato guadagni per un milione e 930mila euro, ma con la decisione del Cda scenderà scenderà a un milione e 200mila euro pur mantenendo invariati gli appuntamenti del talk show di seconda serata: 120 a stagione. Non solo. Il contratto da triennale diventa biennale, un anno in meno, quindi, rispetto agli accordi precedenti del giornalista.