Due subacquei sono morti durante un’immersione di diving tra Ischia e Procida nel pomeriggio di domenica. Si tratta di un uomo di 42 anni di Bacoli, in provincia di Napoli, e di una ragazza 13enne. Entrambi hanno avuto problemi nel tratto di mare conosciuto come la secca delle Formiche, dove l’acqua è particolarmente torbida a causa delle cattive condizioni meteo degli scorsi giorni.

L’uomo, Antonio Emanato, 42 anni, era il proprietario un centro immersioni. La sua attrezzatura è stata sequestrata. Non ancora identificata la giovane donna che si è immersa con lui. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco, tenteranno a breve una seconda discesa per recuperare il cadavere, con l’appoggio delle unità della Guardia Costiera.

Il corpo della 13enne è stato individuato all’interno di una grotta a 12 metri di profondità dove la visibilità è scarsa. “Dopo mareggiate del genere – spiegano gli esperti – l’acqua tende ad essere meno limpida, dando minori punti di riferimenti ai sub”.

Si allunga così la scia di sub che hanno perso la vita nelle acque campane. In tre persero la vita l’anno scorso a Palinuro, in provincia di Salerno. Altri 4 nel 2012 sempre nella stessa località del Cilento. Sale così a 9 il numero dei morti in cinque anni. Il 19 agosto dell’anno scorso furono Mauro Cammardella, titolare di un centro diving, l’istruttore Mauro Trancredi ed il sub Silvio Anzola a morire durante un’immersione nella grotta della Saletta. Il corpo di Anzola fu recuperato diversi giorni dopo perché rimasto intrappolato in un cunicolo.

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