Incontro Ayshia in occasione di un viaggio di lavoro al Cairo. È grazie a questo contesto che questa conversazione molto informale è stata possibile, altrimenti non avrei mai potuto parlare con una ragazza egiziana sconosciuta e, soprattutto, in questi termini. Ayshia ha una trentina d’anni, ben istruita e per lavoro spesso ha contatti con gli europei, come me.

Alessio: Scusa, ti sembrerà banale, ma posso chiederti perché metti il velo?

Ayshia:  Non so (ridendo), in passato le ragazze non lo mettevano in Egitto. A un certo punto, però, alcune ragazze (soprattutto delle classi medio alte) hanno cominciato a metterlo. Il velo si è diffuso all’inizio come una moda, in tratto distintivo. Oggi penso che non metterlo sarebbe strano, non vorrei sentirmi ‘”diversa”.

Alessio: Vuoi dire che in passato le ragazze in Egitto erano più libere?

Ayshia: Se con “libere” intendi più occidentali, allora no. Nelle foto, da giovane mia mamma non era velata e portava anche la minigonna, ma rispettava le stesse tradizioni di oggi, insomma il ruolo della donna era lo stesso di oggi.

Alessio: Insomma, sempre subordinate all’uomo?

Ayshia: No, non siamo subordinate, siamo solo diverse, facciamo cose diverse e ci comportiamo in modo diverso.

Alessio: Niente sesso prima del matrimonio?

Ayshia: No.

Alessio: Però, in passato posso capirlo: era lo stesso anche in molte parti d’Europa. Ma oggi, con Internet, i giovani e soprattutto le giovani possono vedere com’è la vita nel mondo occidentale. Non vi manca la nostra libertà? La libertà delle ragazze europee?

Ayshia: No, davvero. Sappiamo come si comportano le ragazze in Europa e negli Stati Uniti, ma non le invidiamo. Vedi, non siamo abituate a fare certe cose e quindi non ne sentiamo la mancanza.

Alessio: Davvero? Non so se crederti. Non hai voglia di fare quello che vuoi, poter conoscere ragazzi diversi e fare le tue esperienze?

Ayshia: No, assolutamente. Per me non è importante conoscere tanti ragazzi, me ne basta uno.

Alessio: E come lo conosci questo unico? Qui vedo che le ragazze non ti guardano mai per la strada ed è difficile rivolgere loro la parola. Ammettiamo che vedo una ragazza in un locale, ho un colpo di fulmine e voglio conoscerla, come posso fare?

Ayshia: Prima di tutto non andiamo veramente nei locali, questo succede solo nelle parti più occidentali del Cairo.

Alessio: E allora come faccio? Potrei fermare questa ragazza per la strada e chiederle come si chiama?

Ayshia: Assolutamente no. Io non parlerei mai a uno sconosciuto.

Alessio: E allora come faccio?

Ayshia: Dovresti farti presentare da un amico o un membro della mia famiglia.

Alessio: Tutto molto complicato. In Europa mi basta avvicinarmi e giocare le mie carte. Sei mai stata a Bruxelles?

Ayshia: Sì, una volta. Tra l’altro mi è successa una cosa strana. Ero andata nella moschea principale della città per pregare e ho visto una situazione molto più rigida in quella comunità musulmana che in Egitto, per noi ragazze intendo. Attento, che le cose potrebbero cambiare anche da voi (ridendo).

Alessio: Speriamo proprio di no.

@AlessioPisano

www.alessiopisano.com

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