“La nostra paura ci ha portato a barricare l’esterno del nostro locale, perché temiamo che dei facinorosi possano arrecarci dei danni”. Angela è una ristoratrice di Giardini Naxos, il suo pub si trova vicino al percorso che questo pomeriggio sarà attraversato dai manifestanti contrari al meeting del G7 di Taormina, e tra loro potrebbero infiltrarsi anche i black block, considerati la frangia più pericolosa. I pannelli di ferro circondano l’esterno del locale, che in precedenza mostrava una larga vetrata, evidenziano lo stato di timore. “Un assetto anti guerra – sospira Angela –, abbiamo ancora impresse le immagini di Genova e c’è il timore che questo possa ripetersi qui a Giardini”.

Qualcuno ha abbassato solo la saracinesca, in altri casi invece si è stato usato del cartone per coprire le vetrate, mentre i più timorosi hanno protetto le loro attività con tavole di legno e pannelli di ferro. La massiccia presenza delle forze armate che presidia la piccola località marittima sembra rendere più tranquilli la maggior parte degli abitanti. “Non dovrebbe succedere niente – spiega un barista –, ci sentiamo sicuri, però sarà pur sempre una guerra”.

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