In un recente articolo pubblicato da Fanpage.it, si legge: “Non tutte le vagine sono uguali: si può creare una lista di cinque differenti vagine”. In molti altri articoli online, a volte anche in tv o nelle riviste divulgative, da parte di artiste (anche femministe) e purtroppo anche da parte di sessuologi, per i genitali esterni femminili vengono usati i termini “vagina” e “labbra vaginali”. Ma la vagina è un organo interno e non ha delle “labbra”. Perché il termine scientifico corretto non viene usato?

I genitali esterni femminili si chiamano “vulva“, non vagina“. Usare “vagina” per i genitali esterni condiziona la percezione femminile, creando nella mente delle donne un’immagine sbagliata dei propri organi sessuali, e fa credere che “lì” ci sia solo la vagina, cioè solo un orifizio (si può definire “infibulazione psicologica”?). Per questo, si può parlare anche di “cultura del buco” (vedi la pornografia), che condiziona gli uomini e contribuisce all’oggettivazione delle donne che vengono considerate solo oggetti sessuali.

Tutti i maschi, fin da bambini, imparano a conoscere i loro organi genitali esterni. Dopo i nomi “infantili” apprendono i termini scientifici e poi anche quelli “volgari”, ormai usati senza problemi non solo nella vita quotidiana, ma anche dai mass-media e dalle donne, il che è senza senso (perché non usano i nomi degli organi genitali femminili?). Anche le bambine dovrebbero conoscere i nomi scientifici dei loro genitali esterni, ma questo è possibile solo se alle mamme, a tutte le donne, si spiega che sono parole da usare senza vergogna. Per questo è importante che i sessuologi facciano una corretta educazione sessuale attraverso i media e nelle scuole: chiaramente questi termini scientifici dovrebbero essere usati anche in Tv senza imbarazzo.

Nelle pagine che seguono trovate tutto quello che c’è da sapere sull’anatomia dei genitali esterni femminili.

Non chiamatela vagina, tre cose da sapere su com’è fatta la vulva

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Malati di porno?” Il sito NoFap.com “cura la dipendenza”: 50 dollari al mese, 30 per chi vuole prolungare a un anno l’astinenza

next
Articolo Successivo

Sesso, il punto G è vivo e lotta insieme a noi. Per trovarlo basta fare ginnastica

next