Trasparenza, questa sconosciuta. Il ministero: “Comunicazione dei dati? In certe Regioni la situazione è drammatica”
Un altro grande problema con cui si scontrano i ragazzi è la difficoltà nel reperire informazioni. “Bisogna assediare i centralini, per poi ricevere risposte vaghe”, protesta Ramona, 27enne genovese. Se alcune Regioni hanno siti aggiornati con monitoraggi esaustivi, altre – Sicilia, Calabria, Basilicata e Abruzzo sono i casi apparentemente peggiori – dispongono di portali assai poco utili. “Ma quale trasparenza?”, si lamenta Giacomo, 25enne teramano. “È desolante non poter avere prima le informazioni necessarie a farsi un’idea, e non poter avere dopo neppure chiarimenti sul perché dei disguidi”. Ammette Marianna D’Angelo, responsabile nazionale di Garanzia Giovani per il ministero del Lavoro: “Effettivamente, per quanto riguarda la comunicazione dei dati, in alcune Regioni la situazione è drammatica”. Non va meglio ai consiglieri regionali che provano a fare chiarezza. Gianni Rosa ha presentato un’interrogazione al Consiglio regionale nel quale siede come esponente di Fratelli d’Italia. Lo ha fatto il 24 settembre del 2015. “Volevamo avere accesso a dati certi – racconta – e capire se non ci trovassimo di fronte all’ennesima presa per i fondelli sulla pelle dei ragazzi lucani. A un anno e mezzo di distanza, nessuna risposta”. Gennaro Saiello, consigliere campano del Movimento 5 Stelle, la sua interrogazione in Consiglio l’ha portata a febbraio 2016: “Risposte? Zero. Volevamo capire quanti dei ragazzi presi in carico dalle varie agenzie per il lavoro avevano poi ricevuto un’offerta per un tirocinio, e a quanti era poi stata fatta un’offerta con un contratto regolare. Tutte domande cadute nel vuoto. Quello che so, è che la mia casella di posta elettronica è intasata dalle mail di decine di giovani che da mesi protestano per la mancata retribuzione dei loro tirocini”.