Prima le difficoltà nel reperire informazioni utili per capire come iscriversi al programma. Poi le lunghe attese nella speranza di venire ricontattati per un corso di formazione, magari scadente. Infine la beffa dei tirocini effettuati che vengono retribuiti dopo un anno e più di rabbia. Per molti ragazzi italiani è stato questo Garanzia Giovani, il programma inaugurato nel 2014 e cofinanziato da Ue, Stato e Regioni per aiutare gli under 30 inattivi a trovare un’occupazione. Che ora il governo Gentiloni vuole rilanciare. “Parliamo di una minoranza di casi”, precisano dal ministero del Lavoro. Ma basta farsi un giro su internet per scoprire che si tratta comunque di centinaia di ragazzi. Che spesso sfogano sui social network la loro frustrazione e che quasi sempre accolgono con un entusiasmo carico di astio la proposta di raccontare. Cambiano i dettagli, le città (Bari, Pescara, Roma, Torino…), ma resta costante la rabbia.

Garanzia Giovani, le storie: “Mi hanno pagato dopo un anno”. “È stato un incubo”. “In attesa di risposte da mesi”

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Garanzia Giovani verso la fase 2: tra incertezza sui fondi, incognite sui tempi e disservizi si rischia di nuovo il caos

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