“Senza una diminuzione strutturale della tassazione sul lavoro si arriva a queste conseguenze”. La segretaria generale della Cgil Susanna Camusso commenta così la notizia della massiccia restituzione dei bonus da 80 euro da parte di quasi un milione di persone (su 12 milioni in totale) e una parziale restituzione da parte di altre 700mila che lo avevano ottenuto. Molti lo hanno dovuto restituire perché il loro reddito era stato inferiore agli 8mila euro annui, gli altri perché aveva superato i 26mila euro. “Il bonus degli 80 euro si è dimostrato una tassa contro la contrattazione – spiega Camusso – appena i lavoratori hanno avuto un aumento da contratto, hanno sforato il tetto. Dall’altra – spiega la segretaria Cgil – le retribuzioni scendono e sempre più persone sono fuori dal bonus perché sotto la soglia. Ciò ripropone il tema che in questi anni si è agito sulla diminuzione strutturale della tassazione sulle imprese e non su quella dei lavoratori e dei pensionati”. Infine Susanna Camusso parla di voucher, a poche ore dalle dichiarazioni del ministro Giuliano Poletti, che annuncia una stretta sull’utilizzo dei voucher. La numero uno del sindacato si dimostra disponibile a valutare una proposta politica. Una modifica alla legge peraltro potrebbe scongiurare uno dei due referendum sul lavoro promossi proprio dalla Cgil, che riguarda proprio l’abolizione completa dei buoni lavoro: “Una soluzione politica che risponda al quesito referendario è sicuramente una soluzione positiva, ma vediamo molta confusione nelle cose che vengono dette”. Poi avverte: “Se si continua semplicemente a dire che bisogna dare una stretta, vuol dire che non si affronta il nodo fondamentale: i voucher sono diventati una forma di precarietà più precaria delle altre”.’

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