Michele Emiliano come Papa Francesco? E’ un bel paragone, ha un tratto molto simile“. Così, sorridendo, il deputato Pd Francesco Boccia risponde a Giovanni Minoli, durante Mix24 (Radio24), sul presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “E’ lui il mio candidato alla segreteria Pd” – spiega Boccia – “perché è un democratico vero e verace, è un costituente del partito, è una persona che viene dal popolo, è un uomo libero, si è sempre occupato degli ultimi, ha in mente il partito di quelli che non contano nulla di quelli che non hanno voce. E soprattutto è un uomo che sulle grandi questioni non fa compromessi, partendo sempre dagli ultimi”. Scudisciate vigorose, invece, al segretario Pd: “Ieri, alla direzione del partito, si è rivelato sempre il Renzi che abbiamo conosciuto in questi anni: un segretario che cerca lo scontro per lo scontro. E coi suoi comportamenti non fa altro che alimentare questo sentimento di scissione. Ieri mi sarei aspettato l’annuncio di dimissioni e il passaggio a una segreteria di transizione, come hanno fatto tutti i suoi predecessori. Non credo che ciò avverrà sabato, perché anche lì vorrà stravolgere le regole“. E aggiunge: “Il significato dell’astensione di Orlando? Si allarga il fronte delle persone che pensano con la propria testa. Il risultato bulgaro a favore di Renzi ieri? Stendiamo un velo pietoso. Intanto, non è stato fatto votare il documento della minoranza Pd, che era stato presentato prima. E poi è discutibile anche il modo di contare i voti”. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera spiega: “Il conteggio dei voti è stato fatto a occhio. In genere, i votanti sono 150, ieri è stata un’assemblea con 800 persone. Una cosa oceanica con tanta gente invitata. E poi qualcuno dovrà dirmi perché Padoan è venuto: se inviti il ministro dell’Economia, peraltro non iscritto nel Pd, lo fai parlare. Non lo tratti come bella statuina“. E chiosa: “Secondo me, ieri i voti per Renzi erano un’ottantina. Ma non cambia molto. Il punto è che Renzi ha una maggioranza schiacciante in una classe dirigente scaduta, di cui faccio parte anche io”

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