Putin assassino? Ci sono un sacco di assassini. Noi abbiamo avuto un sacco di assassini. Credi che il nostro Paese sia così innocente?”. Queste le parole pronunciate da Donald Trump intervistato da uno dei conduttori di punta di Fox News Bill O’Reilly che gli chiedeva chiarimenti sulle relazioni con il presidente russo. “Io rispetto Putin. Rispetto molte persone, ma non vuol dire che andrò per forza d’accordo con lui, si vedrà” ha detto il 45esimo presidente degli Usa all’emittente satellitare di Rupert Murdoch.

Il magnate newyorkese, che il 28 gennaio ha avuto il primo contatto telefonico da quando è alla Casa Bianca con l’ex funzionario del Kgb, parlando di reale coordinamento Usa-Russia contro lo Stato Islamico e risoluzione delle crisi in Ucraina e Siria, ha detto che “è meglio andare d’accordo con la Federazione russa che non andarci. E se la Russia ci aiuta nella lotta contro l’Isis, che è una lotta importante, e contro il terrorismo islamico in tutto il mondo, questa è una buona cosa”. Il riavvicinamento tra Washington e Mosca è colto con favore dai russi, che puntano alla sospensione delle sanzioni contro il loro Paese.

Intanto nei giorni scorsi l’amministrazione Trump sembrava aver mosso il primo passo per ammorbidire le sanzioni imposte dall’ex presidente Barack Obama per il ruolo giocato da Mosca nelle elezioni presidenziali: concedendo una specifica esenzione alla Federal Security Service, l’agenzia di spionaggio russa considerata dalla Cia implicata negli attacchi hacker al Democratic National Committee. L’annuncio a sorpresa del Tesoro sulle modifiche alle sanzioni imposte aveva costretto prima la Casa Bianca e poi direttamente il presidente a chiarire che non si trattava di alcun allentamento. “Non ho alleggerito nulla” aveva affermato Trump dopo che il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer aveva spiegato che la decisione del Tesoro è “una prassi comune”. Tesi peraltro confermata anche da un ex dello staff di Obama citato dai media americani.

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