Come ci si guadagna da vivere facendo i giornalisti? E’ ancora possibile sperare di farsi assumere dai giornali? E se si sceglie la strada da freelance, che prospettive realistiche ci sono? Queste sono alcune delle domande a cui proveremo a rispondere sabato 28 gennaio alla nostra scuola di formazione a Roma, nella nuova redazione del Fatto. Al mattino, dalle 10 alle 13, interverrà prima il mio collega Salvatore Cannavò, a lungo giornalista ora passato a importanti compiti manageriali come direttore operativo dell’Editoriale Il Fatto, poi toccherà a me.

Molte delle 200 persone che in queste settimane hanno frequentato i nostri corsi hanno ambizioni giornalistiche. Magari non come primo lavoro, magari vogliono solo collaborare, ma in pochi conoscono le dinamiche del settore e quelle interne ai giornali. Per questo abbiamo deciso di organizzare questo corso, per cui abbiamo scelto un titolo che può sembrare un po’ ottimistico:Guadagnarsi da vivere come giornalista.

Troppe informazioni essenziali sul tema sono spesso sconosciute a chi invece ne avrebbe bisogno per fare le proprie scelte di vita: quanto (poco, pochissimo) guadagna un freelance? Cos’è l’equo compenso? Quali sono le prospettive delle aziende editoriali e di quali figure avranno bisogno? Su quali temi o progetti vale la pena concentrarsi per aver speranza di vendere i propri lavori a una testata? Come si presenta una proposta a un giornale?

Nel pomeriggio Enrico Fierro, che per il Fatto ha seguito in questi anni tutti i grandi eventi di cronaca e politica, terrà un corso che speravamo non fosse così attuale: come si racconta una tragedia? Enrico spiegherà quali sono i doveri di un cronista nel mezzo del dramma, che si tratti di cronaca nera o disastri naturali, cosa bisogna fare per trovare le notizie ma anche quali sono i limiti da non superare per rispettare i diritti delle vittime.

Trasmettere l’emozione senza scadere nella retorica o in un approccio scandalistico è molto difficile eppure è proprio nell’equilibrio tra ricchezza di dettagli e attenzione alle persone che si misura la caratura del giornalista in queste occasioni ad alta intensità emotiva. Enrico ha dimostrato nel corso della sua lunga carriera di saper tenere insieme passione civile e distacco da cronista ed è sicuramente la persona più adatta con cui confrontarsi in questi giorni di cronache drammatiche.

Ci sono ancora alcuni posti disponibili, ora che abbiamo una redazione molto più spaziosa e immersa nel verde c’è spazio per più persone ai nostri eventi. Se volete iscrivervi, fate ancora in tempo, trovate tutte le informazioni nelle pagine del sito dedicate ai corsi a cui potete accedere da qui.

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