Il discusso presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, definito anche “il giustiziere”, ha firmato l’ordine esecutivo del piano sulla “procreazione responsabile e la salute riproduttiva”. Si tratta della distribuzione gratuita di preservativi a 6 milioni di donne filippine. Questo provvedimento fa parte del programma contro la povertà che il “Trump di Manila” ha confermato, visto che la legge è stata voluto e varata nel 2012 dal predecessore Benigno Aquino III. Le misure tracciano la “nuova famiglia moderna” con uno strumento, gli anticoncezionali, in un Paese tra i più cattolici al mondo e il baluardo del Vaticano in Asia.

Per questo, ha riportato la stampa di Manila, il decreto esecutivo è destinato a creare attriti con la Chiesa cattolica. Duterte, da quando è diventato presidente, è stato più volte protagonista di attacchi verbali a personalità politiche di livello mondiale e a istituzioni internazionali. Il presidente filippino il 5 settembre 2016 ha attaccato Obama, chiamandolo “figlio di puttana”, minacciando il capo della Casa Bianca di non prendere posizione sulla questione degli omicidi extragiudiziari utilizzati come metodo di lotta contro la criminalità. Duterte ha inoltre fatto il dito medio all’Unione europea definita “una massa di ipocriti” durante una trasmissione tv. L’alto tasso di povertà delle donne nelle Filippine è una vera e propria emergenza nazionale. Secondo un rapporto Onu, che si basa su dati del 2013, il Paese è anche l’unico dell’area Asia-Pacifico in cui non è calato il tasso di maternità tra le adolescenti. Nell’arcipelago infatti, una ragazza tra i 15 e i 19 anni ogni dieci ha già un figlio o sta per diventare madre.

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