Se qualcuno pensava che la levata di scudi contro l’avanzata francese in Mediaset avrebbe fermato Vincent Bollorè, si sbagliava di grosso. La settimana si apre infatti con l’annuncio di Vivendi di aver deciso di aumentare ancora la sua quota in Cologno Monzese, dal 20 al 30%, a ridosso della soglia che obbliga al lancio di un’Offerta pubblica di acquisto. Il cda del gruppo francese ha preso la decisione “di aumentare i propri investimenti in Mediaset con l’acquisizione di ulteriori quote in base alle condizioni di mercato entro i limiti del 30% dei diritti di capitale sociale e di voto”, dopo l’incontro del 16 dicembre tra il presidente Arnaud de Puyfontaine e Pier Silvio Berlusconi, al quale è seguito un duro comunicato di Cologno datato 17 dicembre 2016, e “considerando le posizioni recenti di Fininvest.

“Vivendi ha annunciato l’8 aprile di aver concluso una partnership strategica e industriale con Mediaset. Come primo passo Vivendi avrebbe acquistato il 3,5% di Mediaset e e il 100% di della pay-tv Mediaset Premium, in cambio del 3,5% del capitale azionario di Vivendi – ricorda la società francese nella nota in cui annuncia la nuova mossa – . La prevista acquisizione di Mediaset Premium purtroppo ha portato a una causa legale e le proposte di Vivendi per trovare una soluzione amichevole alla disputa non non hanno trovato l’accordo con Mediaset e il suo azionista Fininvest“.

Dato che ritiene che l’interesse strategico della partnership industriale annunciato l’8 aprile 2016 “superi la posta in gioco nella causa, Vivendi ha deciso di diventare il secondo maggior azionista industriale di Mediaset con l’acquisto, per cominciare, del 20% del capitale sociale di Mediaset”. Poi l’ulteriore salita che, ricorda ancora il gruppo francese, “è in linea con la volontà del gruppo di sviluppare le sue attività in Europa meridionale e le sue ambizioni strategiche come un grande gruppo internazionale, con sede in Europa, media e dei contenuti”.

“Con il suo annuncio, Vivendi prosegue in una strategia molto aggressiva che, mossa dopo mossa, non fa che confermare tutte le irregolarità e le gravi violazioni evidenziate da Fininvest nelle denunce e negli esposti presentati alla Procura della Repubblica e alla Consob, con il deposito di adeguata documentazione – commenta Fininvest in una nota – A queste prime azioni giudiziarie altre faranno seguito, sul piano sia penale che civile e amministrativo. Nessun profilo di intervento verrà trascurato”. In giornata Fininvest aveva fatto sapere di aver depositato l’ennesimo esposto, questa volta in Consob, contro i francesi. La holding della famiglia Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva già presentato analoga denuncia in Procura a Milano, oltre alla manipolazione del mercato questa volta aveva citato l’abuso di informazioni privilegiate e chiedeva alla Commissione di Giuseppe Vegas di esercitare i poteri che le norme le attribuiscono in materia. Il riferimento è al fatto che in questo specifico ambito oltre alla facoltà di richiedere notizie, dati o documenti la Consob può anche richiedere registrazioni telefoniche e svolgere audizioni personali. Secondo l’Ansa sarebbero già previste delle convocazioni prima di Natale. Inoltre, Consob può avvalersi della collaborazione di altre Pubbliche Amministrazioni (compresa l’Anagrafe Tributaria) per richiedere la comunicazione di dati personali, anche in deroga alle disposizioni sulla privacy. Ma per l’esercizio di quelle facoltà che incidono sulle libertà personali la legge richiede che la Commissione debba essere autorizzata dal procuratore della Repubblica. I legali di Fininvest hanno anche depositato presso la Procura di Milano ulteriori documenti relativi alla vicenda.

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