È ai giovani protagonisti del film documentario di Michele SantoroRobinù“, detenuti nel carcere di Poggioreale a Napoli, che si rivolge direttamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’anteprima assoluta dell’atteso documentario sui baby boss della camorra che avverrà oggi, mercoledì 30 novembre a partire dalle ore 14, nello stesso carcere. “Ai giovani protagonisti del film faccio i miei complimenti e gli auguri per un film di alto valore sociale – dice il capo dello Stato. – Questa proiezione di Robinù avviene non in una sala cinematografica, ma all’interno di un carcere, cioè di un luogo di privazione della libertà e perciò di disagio, di sofferenza. L’istituzione carceraria rappresenta per lo Stato una necessità non derogabile ma, alcune volte, è anche una sconfitta. Diventa una sconfitta quando a varcare le porte del carcere è un giovane proveniente da un contesto sociale difficile, segnato da una forte presenza di criminalità. È una sconfitta perché segnala la mancanza del sistema educativo e della vicinanza dello Stato”.

Sulla necessità di poter dare a questi giovani una seconda possibilità insiste il presidente Mattarella: “Il carcere comunque non è e non deve mai essere il luogo dove viene negata la speranza. A nessuno, tantomeno ai giovani deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi, lasciando i sentieri dell’odio e della violenza che non portano felicità ma producono e moltiplicano soltanto sofferenza e paura. Ai ragazzi, anche nella cella di un carcere, nella privazione della libertà, nella lontananza degli affetti famigliari, le istituzioni devono essere accanto. (…) Servono anche, è naturale, l’attenzione e la partecipazione della società civile, degli intellettuali, degli artisti, dei mezzi di comunicazione, perché chi esce dal carcere non sia un isolato ma torni a sentirsi a pieno titolo cittadino e membro della nostra comunità nazionale. Cambiar vita è possibile ed è l’unica strada positiva. Io starò attento alla vostra condizione.”

Il film documentario, presentato alla 73° Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia e che uscirà nelle sale il 6 e 7 dicembre, è stato girato proprio nel carcere di Poggioreale, oltre che nell’istituto penale minorile di Airola. È qui che le telecamere di Santoro, che ha scritto e diretto il documentario con Maddalena Oliva e Micaela Farrocco, hanno incontrato le facce vere dei baby boss, con il loro racconto diretto e senza alcuna mediazione: ragazzi che non parlano italiano, che hanno i denti devastati dalla droga ma che esprimono sentimenti e passioni di una forza sconosciuta al Paese “normale”. Come Michele, 22 anni e altri 16 da scontare nei padiglioni di Poggioreale, che assieme ad altri 120 detenuti, tutti tra i 20 e i 30 anni d’età, assisterà alla proiezione del film di cui è protagonista. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando parteciperà al dibattito che seguirà la proiezione.

Robinù, prodotto da Zerostudio’s e da Sandro Parenzo per Videa Next Station, è un film documentario di Michele Santoro; da un’idea di Michele Santoro e Maddalena Oliva; sceneggiatura di Michele Santoro, Maddalena Oliva, Micaela Farrocco; fotografia di Raoul Garzia e Marco Ronca; suono di Peppe Vitale e Valentino Bianchi; musiche originali di Lele Marchitelli; aiuto regia e montaggio di Alessandro Renna.

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