Undici righe in stampatello. Tutte in maiuscolo. Come se fosse un urlo. Antonio Bedin, il piccolo azionista della Pop Vicenza che si è ucciso dopo aver perso tutti i suoi risparmi, prima di finirla ha scritto un messaggio per il fratello Gaetano con la ragione del suo gesto e poche raccomandazioni. Come se invece di togliersi la vita stesse partendo per un piccolo viaggio.

lettera addio 675

Sto troppo male. Voglio essere cremato e sepolto nella tomba vecchia. In chiesa niente predica. Solo un ringraziamento ai presenti. Tratta bene i cani. Fa’ loro il trattamento contro la filaria e le zecche e la vaccinazione. Portali fuori. I soldi ci sono”.

E infatti nella cassaforte di casa, insieme ai documenti che fotografano il baratro che gli si era aperto davanti dopo l’aumento di capitale dell’istituto veneto, è stato trovato un rotolo di banconote. Il denaro necessario per i funerali e la cura dei cani. Probabilmente tutto quello che gli era rimasto. Il valore delle 8mila azioni della Popolare di Vicenza – che nel 2015 era di quasi 500mila euro – è precipitato a 800. Dopo la lettera d’addio nella casa di Montebello Vicentino, in provincia di Vicenza, c’è stato uno sparo. Anche Luigino D’Angelo, il 68enne ex operaio che aveva investito in Etruria, aveva lasciato un messaggio prima di fare un cappio eimpiccarsi. Sei mesi dopo la storia si è ripetuta e la cronaca deve raccontarla ancora.

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