E’ stata accoltellata più volte e colpita con tre spari al grido di “Britain first”, cioé “prima la Gran Bretagna“, slogan politico usato in chiave nazionalista e anti immigrati. Una delle pallottole è arrivata “vicina alla testa”. La parlamentare laburista Jo Cox, 41 anni e madre di due bambini, è morta sul colpo a seguito di un’aggressione avvenuta nel suo collegio elettorale nello Yorkshire. Era stata trasportata al Leeds General Infirmary ma fin da subito è stato impossibile rianimarla. Era ospite di un evento nella biblioteca in Market Street, nella cittadina di Birstall, vicino a Leeds. “La morte di Jo Cox è una tragedia” per la Gran Bretagna, ha detto il premier David Cameron. “Era una parlamentare impegnata e premurosa, i miei pensieri vanno a suo marito Brendan e ai suoi due figli piccoli”. Tutte le campagne pro e contro la Brexit sono state sospese.

Secondo quanto emerso dalle testimonianze pare sia stato un agguato, visto che l’aggressore l’avrebbe aspettata fuori dall’edificio. L’uomo, 52 anni, è stato arrestato. Si chiama Tommy Mair e la sua abitazione è stata posta sotto sequestro dalla polizia che sta effettuando delle perquisizioni all’interno della casa e sta ispezionando il giardino. I vicini hanno riferito che abita lì da oltre 40 anni, dei quali gli ultimi venti da solo, dopo la morte della madre e della nonna.

A fronte di una dinamica che però è ancora confusa, la polizia britannica mantiene il riserbo sul possibile movente e non conferma né smentisce che l’uomo, prima di colpire, sia stato sentito gridare “Britain first”. Secondo quanto però scrive The Independent, l’attacco sarebbe collegata alle posizioni politiche della donna, che è schierata contro la Brexit in vista del referendum britannico sull’Ue del 23 giugno e a favore dell’immigrazione. Gli agenti hanno comunque invitato ogni testimone a farsi avanti, precisando che sono state recuperate “alcune armi”.

Sospese campagne su referendum BrexitBoris Johnson, ex sindaco di Londra, una volta appresa la notizia del ferimento della deputata ha sospeso il tour sul bus della campagna referendaria Vote Leave. Fra i maggiori esponenti euroscettici, Johnson ha definito il fatto come ”assolutamente orribile”. Stop anche alla campagna contrapposta Remain. Una decisione apprezzata dal primo ministro David Cameron che ha cancellato il suo comizio pro Ue a Gibilterra. “Scioccato” dalla notizia dell’aggressione anche il neo eletto sindaco di Londra, Sadiq Khan, così come il leader dei laburisti britannici, Jeremy Corbyn. E una volta appresa la notizia della morte, Nigel Farage, leader dell’Ukip, si è detto in un tweet “profondamente rattristato”. Nello stesso messaggio, ha offerto “le più sincere condoglianze alla sua famiglia”.

Jayda Fransen, numero due di Britain First, partitino di estrema destra britannico nato da una costola degli ultranazionalisti del Bnp per iniziativa di un vecchio militante unionista protestante reduce dell’Ulster, si è detta “estremamente scioccata” da quanto accaduto e dalle parole pronunciate dall’aggressore prima di sparare. “E’ ovvio che per ora si tratta di chiacchiere”, ha detto Fransen citata dal Guardian online, “aspettiamo le conferme”. In ogni caso ha assicurato che il suo movimento non c’entra e che “non è assolutamente il tipo di comportamento che noi giustifichiamo“.

Sull’uccisione della deputata britannica è intervenuto anche Matteo Renzi che ha parlato di “un orribile atto di odio che getta un’ombra sul cuore di tutti noi; odio che non prevarrà mai né in Inghilterra né altrove”.

Il marito: “L’odio non ha un credo, una razza o una religione, è velenoso” – “Oggi è l’inizio di un nuovo capitolo nella nostra vita, più difficile, più doloroso, meno gioioso, meno pieno di amore“. Sono le parole di Brendan Cox, marito della deputata laburista uccisa a Birstall. “Io e gli amici di Jo continueremo a lavorare ogni momento della nostra vita per amare e nutrire i nostri figli e per la lotta contro l’odio che ha ucciso Jo”, ha continuato Brendan aggiungendo: “Jo credeva in un mondo migliore e ha combattuto in tutti i giorni della sua vita con energia e amore”. Secondo il marito, “avrebbe voluto due cose: che ora i nostri preziosi bambini siamo immersi di amore e che tutti si uniscano nella lotta contro l’odio che l’ha uccisa. L’odio non ha un credo, una razza o una religione, è velenoso“.

L’incidente: le testimonianze – L’intero incidente sarebbe durato fra 15 e 20 minuti. L’aggressore “le dava calci anche mentre era distesa a terra”, ha raccontato a Press Association il testimone Hichem Ben Abdallah, aggiungendo che l’uomo ha estratto la pistola e ha sparato due colpi contro la deputata dopo l’intervento di un passante a favore della vittima. Ben Abdallah, 56 anni, si trovava nel bar accanto alla biblioteca quando ha sentito urlare ed è uscito fuori. “C’era un tipo che si comportava in modo molto coraggioso e un altro tipo con un cappellino da baseball bianco che lui stava provando a mettere sotto controllo; l’uomo con il cappellino da baseball all’improvviso ha estratto una pistola dalla borsa”, ha raccontato a Press Association, aggiungendo che il passante che provava a frapporsi ha continuato a farlo anche dopo avere visto la pistola.

Secondo Abdallah, la persona intervenuta a difesa della vittima, è un “uomo molto coraggioso della lavanderia a secco, che ha provato a fermare l’aggressore ma non ha potuto perché all’improvviso lui ha estratto la pistola”. “Stava litigando e lottando con lei e la pistola ha sparato due colpi; lei è caduta fra due auto e io sono arrivato e l’ho vista sanguinare a terra”, ha proseguito il testimone. “Era un bersaglio facile per lui quando le ha sparato“, ha detto ancora Abdallah. Il proprietario del bar riferisce che dopo 15 minuti sono arrivati i servizi di emergenza e l’hanno soccorsa con una flebo.

Ben Abdallah racconta inoltre di avere saputo da un altro passante che la deputata è stata anche accoltellata. Ed effettivamente un altro testimone oculare, Clarke Rothwell che gestisce un bar vicino, ha detto alla Bbc che ritiene che la deputata sia stata raggiunta da spari e accoltellata diverse volte. Lui parla però di tre spari e non di due: “È stata raggiunta da tre spari, una prima volta quando è caduta al suolo e poi altre due volte. La terza volta lui si è avvicinato per spararle in direzione della testa”. “Nel frattempo – aggiunge – la accoltellava anche, con il suo coltello”. Alla domanda se ritenga che Cox possa essere intervenuta in una lite, Rothwell ha detto di ritenere che la lite è stata “sempre fra il tipo che aveva la pistola e la donna che è stata raggiunta dagli spari”.

Chi era Jo FoxHelen Joanne Cox, meglio conosciuta come Jo, Era in in Parlamento da poco più di un anno, ma si era già costruita la fama di oratrice schietta e valida lavoratrice. Relativamente giovane per gli standard politici britannici, con i suoi 42 anni da compiere mercoledì prossimo, la deputata laburista era vista come possibile candidata a Downing Street. Strenua sostenitrice della campagna per il ‘remain’, la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea nel referendum del 23 giugno, Fox era sposata e aveva due figli.

Nel 1995 si è laureata all’università di Cambridge e ha lavorato per anni per Oxfam, l’organizzazione non governativa e umanitaria, prima di essere eletta l’anno scorso come deputata per il seggio di Batley e Spen. È stata inoltre consulente della moglie dell’ex premier Gordon Brown, Sarah e per la baronessa Kinnock. Da pacifista, è difensore delle vittime della guerra civile siriana ed è presidente dell’associazione parlamentare Amici della Siria. Per questo, nello scorso autunno si astenne dalla votazione a Westminster sui raid aerei britannici contro lo Stato islamico in Siria, insistendo sulla necessità di una soluzione di più ampio respiro al conflitto.

Presidente della Rete Donne laburiste, Cox ha nominato Jeremy Corbyn per la leadership del partito l’anno scorso per poi votare alla fine per la candidata di Tony Blair, Liz Kendall. Cox è sempre stata impegnata in politica con il Labour e ha portato avanti diverse campagne, come quella contro le morti premature dei bambini e quella per il benessere delle donne in gravidanza. È stata anche consulente per la Bill e Melinda Gates Foundation e per la fondazione anti-schiavista The Freedom Fund. Secondo la leadership laburista poteva diventare la prossima candidata labour per la carica di primo ministro.

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