La sua esistenza è stata definitivamente confermata. È ai confini del Sistema Solare ed è un pianeta nano ancora senza nome. Nonostante per dimensioni sia il terzo dopo Plutone ed Eris, ha ancora soltanto un sigla 2007 OR10. La sua esistenza è stata confermata dal gruppo di astronomi guidati da András Pál, dell’Osservatorio Konkoly di Budapest, che per la prima volta descrive il pianeta nei dettagli su The Astronomical Journal.

Come Plutone, anche 2007 OR10 si trova oltre Nettuno e a causa della sua orbita molto ellittica, che lo porta lontano dal Sole due volte più di quanto faccia Plutone, il pianeta finora era stato difficilissimo da osservare nei dettagli. Per la prima volta i ricercatori ci sono riusciti combinando i dati di due telescopi spaziali: quelli di archivio di Herschel, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e quelli del cacciatore di pianeti Kepler della Nasa, che lo ha osservato per 19 giorni consecutivi.

In questo modo è stato possibile calcolare il diametro del pianeta nano, che è pari a 1.535 chilometri (circa 800 chilometri più piccolo di quello di Plutone) e individuare le caratteristiche della sua superficie di colore rosso scuro. “Sembra probabile che il pianeta sia coperto di ghiacci volatili di metano, monossido di carbonio e azoto”, ha detto Pál.

“È entusiasmante riuscire ad osservare i dettagli di questo nuovo mondo lontano”, ha aggiunto. Secondo gli astronomi saranno proprio le caratteristiche del piccolo pianeta a guidare la scelta del nome. Finora non si sapeva abbastanza di 2007 OR10 per dargli un nome in grado di raccontare anche un po’ della sua storia, ha detto Meg Schwamb, che nel 2007 lo ha individuato con gli astronomi Mike Brown e David Rabinowitz grazie all’Osservatorio di Monte Palomar vicino a San Diego. “Penso che stiamo arrivando a un punto in cui possiamo dare un nome giusto a 2007 OR10”.

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