“Il dibattito sull’ambiente non può essere lasciato a chi va nei talk show. Politici autoreferenziali che riferiscono in tv senza capire che fuori c’è un Paese che chiede concretezza”. Questo è solo l’ultimo degli attacchi del presidente del Consiglio Matteo Renzi contro i programmi televisivi politici, fatto alla chiusura dei seggi dopo l’esito referendario sulle trivelle, dove non si è raggiunto il quorum. A settembre scorso aveva tuonato durante una direzione Pd: “Se i talk show del martedì fanno meno della replica numero 107 di Rambo dobbiamo riflettere. Evidentemente tra trame conosciute si va verso quella scritta meglio, quella americana”. Prima ancora, il 2 luglio 2015, il premier si era espresso in questo modo da Berlino: “Sono un grande pollaio senz’anima, dove si salvano solo gli spot, perché fanno da cuscinetto tra una rissa e l’altra“. Il 26 gennaio 2015 twittava: “Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri: basta una sera alla Tv e finalmente capisci la crisi dei talk show in Italia”. Il video-blob di Renzi contro le trasmissioni di infotainment

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