Il contratto regolare in tasca, 6 anni rinnovabile per altri sei, un canone di 900 euro al mese, non servono a salvare nemmeno la palestra popolare di San Lorenzo di Roma aperta da 15 anni che sarà sgomberata domani, dopo aver ricevuto un preavviso di soli dieci giorni. “Tronca sta prendendo decisioni politiche che non gli competono, da sindaco, stravolge il tessuto sociale della città”, spiega l’allenatore di pugilato Paolo Arioti. Ma la macchina burocratica, ‘il mostro senza testa‘, ormai è in moto. Il comune dà esecuzione ad una delibera, la 140, della passata amministrazione Marino: rimettere ordine nel patrimonio immobiliare, riappropriarsi dei beni, e metterli a gara con un bando pubblico. Concessioni regolari o meno ormai è questa la strada. “Non puoi chiudere però quello che c’è se è utile e funziona, quale sarà il costo sociale? Chiunque voglia chiudere questi posti incontrerà la nostra opposizione, ad una prova di forza risponderemo con la piazza” aggiunge. Corsi gratuiti per chi ha un basso reddito, prezzi calmierati più competitivi degli impianti comunali in un quartiere popolare come San Lorenzo. Per le tante persone scese a manifestare per tenere aperta la palestra è una vergogna senza senso. Ed è una bambina a far capire l’importanza di questo posto: “Lo chiudi e che ci fai, una birreria? Ce ne sono tante a San Lorenzo” dice al megafono

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