Le borse europee hanno chiuso in forte rialzo l’ultima seduta di una settimana all’insegna della volatilità. Milano, che ha aperto in forte progresso dopo il -5,6% di giovedì, ha rimbalzato archiviando le contrattazioni a +4,7%. Positivi anche gli altri mercati del Vecchio Continente, con Londra a +3,8%, Parigi a +2,52%, Francoforte a +2,45% e Madrid a +2,25 per cento. Il bilancio della settimana per Piazza Affari resta comunque negativo: rispetto a venerdì 5 il listino principale, il FtseMib, tra continue oscillazioni ha lasciato sul terreno il 5,7 per cento. Se si amplia la forbice ad un mese, la perdita è del 17,3%, su un anno il calo è del 21,3 per cento.

“I mercati hanno giocato a scarabeo cercando un senso: in poco tempo abbiamo spostato la nostra attenzione dalle paure per la Cina al petrolio ai dati finanziari alle banche – è il commento di Ben Kumar, gestore di Seven Investment Management, a Bloomberg – E’ folle che il mercato abbia prezzi che scontano una recessione e un completo fallimento del sistema finanziario. Ma si direbbe che non sia ancora finita. Ora nessuno vuole essere il primo a fare il toro (rialzista, ndr)”.

A spingere Piazza Affari sono state soprattutto le banche con Unicredit  a +14,16%, Bper che ha guadagnato l’11,51% dopo la diffusione dei conti e Banco Popolare a +11,48% in attesa delle nozze con Bpm (+8,33%). Brutta chiusura in controtendenza, invece, per Mps che ha ceduto un altro 5,2% mentre sfuma l’ipotesi di una fusione con Ubi Banca (+10,35%). Corre dopo i conti anche UnipolSai che guadagna l’11,03%.

Sul fronte obbligazionario è in deciso calo il differenziale di rendimento tra il Btp e il Bund tedesco, che archivia la seduta a 138 punti base dai 152 di giovedì dopo essere salito in settimana fino a 160 punti. Il tasso sul titolo a 10 anni del Tesoro scende all’1,64%. Tra le materie prime, l’oro chiude a 1.240 dollari l’oncia raggiungendo i massimi degli ultimi quattro anni.

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