È scattata stamattina all’alba l’operazione “Apegreen Drug” contro la cosca Commisso. Quattordici persone sono state arrestate dalla squadra mobile e dal locale commissariato della polizia di stato, coordinati dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto della Dda Antonio De Bernardo.

È un’inchiesta storica perché per la prima volta la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria riesce a scoprire un traffico di cocaina gestito dalla ‘ndrangheta di Siderno. “Ci sono almeno una decina di porti che sono utilizzati dalla ‘ndrangheta per fare entrare la cocaina – spiega il magistrato Gratteri -. Questa operazione sfata una leggenda, cioè che i Commisso non si siano mai sporcati le mani con la droga. È un fatto sociale perché questi boss godevano dell’apprezzamento di certa borghesia jonica. Basta andare sul lungomare di Siderno per vedere a braccetto i boss Commisso con funzionari e direttori di banca e con i quadri della pubblica amministrazione”.

Con “Apegreen Drug” è stato finito ai domiciliari anche un poliziotto, Gianluca Castagna, che avrebbe aiutato la ‘ndrangheta a far arrivare la cocaina nel porto di Gioia Tauro. “Era un intermediario della cosca – sottolinea il procuratore Federico Cafiero De Raho – ma dava anche informazioni e consigli al clan per evitare i controlli. L’infedeltà di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine determina la forza della ‘ndrangheta”.  Su questo punto Gratteri precisa che “è fisiologico che ci siano i corrotti. Ma non vuol dire che il sistema Stato è compromesso. La migliore polizia giudiziaria del mondo è quella italiana e soggetti come il poliziotto arrestato oggi ce li mangiamo”
di Lucio Musolino

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