scuola disabili 640

Una surreale conversazione telefonica, che riporto di seguito, è avvenuta ieri mattina. Un rappresentante di una scuola paritaria ha contattato la nostra associazione.

“Pronto, associazione tutti a scuola ? Vorrei un’informazione”.
Mi dica”.

“Come lei forse sa, non abbiamo la possibilità di assumere altri insegnanti ma abbiamo un alunno disabile che ne avrebbe assoluto bisogno”
“Vi siete rivolti all’ufficio scolastico regionale?
“Sì, ma senza successo e siccome i genitori sarebbero disposti a pagare lo stipendio dell’insegnate di sostegno…”
“Questo non è possibile”.
“Sì, lo sappiamo ma sappiamo anche che ci sono associazioni che potrebbero farlo. Si potrebbe fare un progetto e pagare l’insegnante attraverso la vostra associazione, così la scuola non avrebbe problemi”.
“Ma questo per ‘Tutti a scuola’ non è assolutamente possibile”.
“Ci hanno detto che così fanno altre scuole”
“Le ripeto che per noi non è possibile”
“Ah grazie, cercherò altrove”.

I contenuti di questa telefonata andrebbero a nostro avviso attentamente vagliati dal Miur. Che la scuola dell’inclusione debba diventare a cottimo con l’utilizzo di insegnanti pagati in modo surrettizio da associazioni compiacenti, ci sembra una scandalosa circostanza. Poiché si susseguono inviti da parte del sottosegretario Davide Faraone a segnalare disagi per gli studenti disabili, offriamo piena disponibilità a fornire ulteriori informazioni in merito allo scambio riportato e predisporre un’ispezione. Tuttavia, non posso esimermi dall’invitare il Ministero a ricercare le associazioni “offshore” appositamente create per assumere insegnanti di sostegno a carico delle famiglie dei disabili. Non dovrebbe essere molto difficile.

Segnalo, inoltre, che in queste ore il governo ha previsto nella manovra di Stabilità un aumento del finanziamento alle scuole paritarie di circa 25 milioni di euro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Attentati Parigi: com’è difficile spiegarli ai bambini

next
Articolo Successivo

Scuola, dopo Parigi torna il dilemma gite. “Uno studente su 5 non vuol partire”

next