Deutsche Bank ha ufficializzato che intende tagliare 9mila posti di lavoro entro il 2018. Che, secondo Bloomberg, saliranno a 26mila se si considerano anche le attività che saranno cedute. Il gruppo bancario tedesco, come anticipato all’inizio di ottobre, ha registrato nel terzo trimestre 2015 una perdita di oltre 6 miliardi di euro a causa di svalutazioni, multe come quella per la manipolazione del tasso interbancario Libor e accantonamenti per ulteriori rischi giuridici. Il rosso tra gennaio e settembre ammonta a 4,64 miliardi. Di conseguenza gli azionisti non vedranno dividendi fino al 2017 e l’istituto si ritirerà da Argentina, Cile, Messico, Perù, Uruguay, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Malta e Nuova Zelanda.
Nel frattempo, secondo il New York Times, l’istituto è vicino al patteggiamento con le autorità americane che lo accusano di aver violato le norme sulle transazioni con Siria e Iran. Il quotidiano statunitense scrive che l’accordo con le autorità di regolamentazione sarà annunciato la prossima settimana. Ma non basterà per chiudere le inchieste aperte dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan e l’ufficio del procuratore di Manhattan: Deutsche Bank potrebbe dover affrontare indagini su possibili attività di riciclaggio di denaro a Mosca.
L’amministrazione delegato John Cryan ha annunciato il taglio dei primi 9mila posti sarà portato a termine entro il 2018. Per riprendere la strada degli “utili sostenibili”, Deutsche Bank dovrà prendere “decisioni dure” sui posti di lavoro, ha detto. In Germania sono previsti 4.000 esuberi con il taglio di 200 filiali. Il numero dei dipendenti a tempo pieno entro il 2018 sarà ridotto a 77mila dagli attuali 103 mila, perché agli esuberi andranno ad aggiungersi alla vendita della sussidiaria Postbank. Nessun ridimensionamento è previsto in Italia, che “rimane un mercato chiave per Deutsche Bank”. “Rappresenta il secondo mercato europeo per il gruppo e qualsiasi rumor di un presunto ritiro è totalmente infondato”, ha detto Cryan. Nella Penisola Deutsche Bank ha 4mila dipendenti.
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