Aerei, droni, battaglioni e lanciamissili hanno invaso sabato Pyongyang in occasione del 70esimo anniversario del partito comunista nordcoreano, il Partito dei lavoratori. Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un, di solito restio ad apparire in pubblico, ha tenuto una vera e propria arringa contro gli “imperialisti americani”.

“Siamo pronti a combattere qualsiasi tipo di guerra condotta dagli imperialisti americani“, ha detto Kim, senza però fare riferimenti alle capacità nucleari del Paese, vero nodo d’attrito con gli Stati Uniti e la comunità internazionale: a settembre Pyongyang ha annunciato di aver riattivato il principale stabilimento atomico della Corea del nord, Yongbyon, e di aver avviato il miglioramento dei suoi armamenti nucleari.Il principale alleato della Corea del Nord, la Cina, ha partecipato all’evento con la presenza nel palco delle autorità di un alto esponente del partito comunista cinese, volendo in questo modo rimarcare la tradizionale alleanza fra i due regimi. Nessun’altra nazione del mondo ha inviato suoi rappresentati alla cerimonia.

Kim Jong-un ha insistito in vari passaggi del suo discorso sull’impegno del governo a migliorare le condizioni di vita della popolazione. “Lo spirito di ferro del nostro esercito e del nostro popolo ci hanno permesso di resistere all’isolamento e alle sanzioni imposte dagli imperialisti e stanno provocando nei nemici ansia e paura“, ha detto Kim alla piazza gremita. Al cospetto del leader, affiancato dagli alti papaveri dell’esercito nordcoreano, hanno sfilato battaglioni di fanteria in alta tenuta militare, tank, lanciamissili e droni. Nel cielo uno squadrone di caccia ha poi composto il numero “70” e, in un altro passaggio radente, la falce e il martello. Ma a riempire le strade non c’erano solo militari: decine di migliaia di civili, anche bambini, hanno invaso Pyongyang per la cerimonia.

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