Il direttore de Ilfattoquotidiano.it intervista Gabriele Muccino: dal nuovo film “Padri e Figlie“, in uscita il primo ottobre, all’esperienza con gli studios hollywoodiani fino all’interrogarsi sul dubbio di essere ‘genitori assenti’. “Chi resiste a Hollywood più di cinque anni – ha detto il regista romano – passa attraverso un tritacarne: se ce la fai, è perché hai delle qualità. C’è una selezione naturale durissima e questo fin dagli anni ’20, da Buster Keaton a oggi”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Mad Max Fury Road: l’homevideo in 3D del film più roboante dell’anno

prev
Articolo Successivo

Gabriele Muccino torna al cinema con “Padri e figlie” e racconta la sua Hollywood: “Gli studios? Chiusi in una sorta di insicurezza cronica”

next