Televisione

La Signora in Giallo, ode a una serie cult che fa ancora impazzire tutti (anche chi all’epoca non era nato)

Nonostante una carriera gloriosa tra cinema, teatro e tv, Angela Lansbury è nota ai più, soprattutto in Italia, per aver interpretato Jessica Fletcher nella serie tv cult. Dodici stagioni, dal 1984 al 1996, 264 episodi in cui la protagonista, scrittrice di romanzi gialli, si trova guarda caso sempre nei paraggi quando ci scappa il morto

di Domenico Naso
La Signora in Giallo, ode a una serie cult che fa ancora impazzire tutti (anche chi all’epoca non era nato)

Un Oscar alla carriera (più tre nomination andate a vuoto), sei Golden Globe (più nove nomination), cinque Tony Award, addirittura diciannove nomination agli Emmy (senza mai riuscire a vincerne uno). E questo solo per citare i premi più famosi. Il sul palmares è spaventosamente lungo, prestigioso, da fare invidia ai più grandi attori della storia. Eppure dame Angela Lansbury (sì, perché è anche Dame Commander of the Most Excellent Order of the British Empire), è nota ai più, soprattutto in Italia, per aver interpretato Jessica Fletcher nella serie tv cult La Signora in Giallo. Dodici stagioni, dal 1984 al 1996, 264 episodi in cui la protagonista, scrittrice di romanzi gialli, si trova guarda caso sempre nei paraggi quando ci scappa il morto. E invece di chiedersi se magari la signora Fletcher non porti un po’ sfiga, chi le sta attorno fa affidamento sulle sue innate doti da investigatrice, mentre, come al solito, la polizia “brancola nel buio”.

Il canovaccio della serie è rimasto immutabile per dodici anni, eppure il pubblico non si è mai stancato di seguire le avventure di Jessica Fletcher e dei suoi sfigatissimi amici e conoscenti. Anche adesso, a quasi vent’anni dalla chiusura della serie, esiste e resiste un nutritissimo zoccolo duro di estimatori che continua a non perdersi le immancabili repliche, e anche nell’epoca dei social newtork, Angela Lansbury gode di una popolarità 2.0 notevole, grazie anche alle tante gif animate che utilizzano dei frame della serie per commentare con mortifera ironia le vicende quotidiane.
La “risata di fine episodio”, poi, è rimasta nella leggenda. Pazien

za se nel frattempo erano morte due, tre o cinque persone. Alla fine, la “so tutto io” in gonnella ha risolto il caso, e allora se la ride beatamente, con un misto di adorabile arroganza e consapevolezza di essere troppo ganza, rispetto alle mezze pippe che la circondano.

Il caso della Signora in Giallo è veramente clamoroso, nella storia delle serie televisive. Senza dover per forza tornare agli anni Ottanta, quando 22 milioni di americani non si perdevano per nulla al mondo un episodio, basta bazzicare un po’ i social, frequentati assiduamente da chi all’epoca non era neanche nato, per capire quanto “Murder, She wrote” (questo era il titolo originale) sia rimasto nella memoria collettiva di intere generazioni di telespettatori. Sarà anche per merito delle innumerevoli repliche, visto che in Italia la serie è stata trasmessa da Rai 1, Rai 2, Rete4 e FoxCrime e ancora oggi ogni tanto fa capolino nei palinsesti. In giro per il mondo, il successo è stato pressoché identico: quarantotto paesi (dalla Russia alla Nuova Zelanda, dal Pakistan alle Filippine) hanno trasmesso le avventure poliziesche di Jessica Fletcher e negli ultimi anni, anche a distanza di tempo dalla fine del telefilm, sono usciti anche due videogiochi per Pc e Mac basati sulle indagini della Signora in Giallo.

Più volte, nel corso degli ultimi venti anni, si è parlato di un possibile ritorno della serie con nuovi episodi. Adesso, forse, è troppo tardi. Perché Angela Lansbury sarà una guerriera immortale che ancora calca i palcoscenici dei teatri più importanti del mondo, ma a quasi 90 anni suonati, il rischio sarebbe quello di dover indagare sulla sua stessa morte. E allora continuiamo a goderci le repliche, sperando che non smettano mai di trasmetterle, e quando non sappiamo che pesci prendere per risolvere un problema qualunque della nostra vita quotidiana, invochiamo Jessica Fletcher. Solo lei, tra un cappello di paglia e una gonna lunga di tweed, un golfino della nonna e una cotonatura, potrà salvarci. Con tanto di risata finale, ovviamente.

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