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Sam Simon, morto uno degli sceneggiatori dei Simpson

Aveva 59 anni ed era co-creatore della serie animata di Fox. Per il suo lavoro di autore, direttore e produttore esecutivo della sitcom animata ha vinto nove Emmy awards

di Davide Turrini

“Sono solo un ragazzo di Beverly Hills che ha avuto fortuna”. L’epigrafe di una vita fortunata Sam Simon, morto la scorsa notte a 59 anni dopo una lunga battaglia contro un cancro all’intestino, l’aveva già scritta parecchio tempo fa sul suo profilo Twitter. Il co-inventore, assieme a Matt Groening e James L. Brooks della strabiliante serie tv “The Simpons”, in giovane età mentre studiava alla Stanford University era stato scrittore, vignettista, disegnatore di storyboard per la tv e il cinema. Se però quando si nasce si ha come vicino di casa Groucho Marx, il destino è comunque segnato.

Dopo una laurea in psicologia, per Simon, classe ’55, l’anno di svolta è il 1982 quando scrive ben 11 episodi della sitcom “Taxi”, prima sulla Abc e poi sulla Nbc, che ha tra i suoi protagonisti Danny DeVito, Christopher Lloyd e un genio misconosciuto come lo stand-up comedian Andy Kaufman. Sul set newyorchese incontra proprio quel James L. Brooks – autore di film come “Voglia di tenerezza” e “Qualcosa è cambiato” – con cui inventerà le gesta di Homer, Bart e compagnia. Nel 1983 per Simon è l’anno in cui scrive 5 episodi di “Cin cin” (in Usa Cheers) con Ted Denson, serie che ebbe perfino un epigono italiano come Zanzibar. Segue tra l’88 e il 1990 la scrittura di alcuni episodi del Tracy Ullman Show dove lavora ancora una volta con Brooks ma soprattutto dove incontra alcuni attori che diventeranno colonne, anzi voci portanti dei Simpsons: Julie Kavner (alias Marge) e Dan Castellaneta (Homer); ma soprattutto lo spazio in cui si sperimentano alcuni brevi cartoni animati che altro non sono che i prodromi dei Simpsons.

Dal successo alla fama mondiale il passo è breve. Nel 1989 Homer e famiglia iniziano ad andare in onda sui canali della Fox, trasmissione che si ripeterà per altre 26 stagioni e che ancora oggi continua con successo. Tra Matt Groening, James L. Brooks e Sam Simon, quest’ultimo è proprio l’”unsung hero”, l’eroe sconosciuto, quello che mette insieme il team di scrittura della prima stagione (John Swartzwelder, Jon Vitti, George Meyer, Jeff Martin, Al Jean, Mike Reiss, Jay Kogen and Wallace Wolodarsky). Lo sceneggiatore Ken Levine disse: “Simon è la vera forza creativa dietro ai Simpsons. Il tono, la narrazione, il livello di umorismo era tutto sviluppato da Sam. I personaggi sono stati resi da lui “tridimensionali” (…) motivati ​​dalle loro emozioni e le loro debolezze, o nel “cosa stanno pensando?” (…) questo è il contributo di Sam”.

Secondo diverse fonti ufficiali della serie, Simon ha disegnato i modelli per molti dei personaggi ricorrenti della serie, tra cui Mr. Burns, il Dr. Hibbert, il Commissario Winchester, e Smithers. Solo che con Groening sono liti continue e nel 1993 avviene la separazione consensuale a suon di decine di milioni dollari di risarcimento. E per capire l’importanza di Simon, l’Eduardo Saverin dei Simpsons, basti pensare che rimarrà nei credits per le rimanente 26 stagioni come executive producer. Successivamente è il tempo di scrivere, produrre e dirigere il George Carlin Show, altro stand up comedian di gran classe, con cui però non ha mai legato interrompendo bruscamente lo show. Poi ancora la regia di un episodio di Friends e del “The Drew Carey Show” fino al 2003. Vegano, sostenitore del Partito Democratico, attivista animalista Simon appena ottenuta la buona uscita da I Simpsons ha cominciato a dedicarsi agli animali, soprattutto cani e delfini. La Sam Simon Foundation ha salvato e continuerà a salvare cani, ha finanziato una clinica di chirurgia viaggiante per assistere e curare gli animali in difficoltà di coloro che non possono permettersi le cure mediche. Ha appoggiato decine di battaglie della PETA, di Save the Children, e acquistato uno delle cinque barche – MY Sam Simon – con cui la Sea Shepherd Conservation Society salvaguardia con azioni repentine in mare aperto la fauna marittima. Dopo la diagnosi di cancro al colon, Simon ha iniziato ad acquistare zoo e circhi per rendere liberi gli animali che vi erano imprigionati dentro. Le battaglie animaliste facevano talmente parte del suo Dna che negli ultimi mesi si era persino messo ad esultare con un paio di tweet dell’improvviso calo di entrate e visitatori del parco acquatico Sea World. I suoi due bellissimi cagnoni lo hanno accompagnato fino alla fine dei suoi giorni.

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