L’Istituto di medicina legale della Sapienza di Roma è stato chiuso per ragioni igieniche e sanitarie, tra cui la presenza di cadaveri nei corridoi per mancanza di posti in cui riporli. La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera. “La decisione – si legge nell’articolo – è stata assunta dal rettore dell’università Eugenio Gaudio, che ha adottato il provvedimento prima che a muoversi fosse la Procura. A piazzale Clodio gli inquirenti, infatti, sono in attesa del deposito di una relazione dei Nas, dove sono sottolineate gravi carenze igieniche nella gestione dell’istituto”.

“La chiusura – si legge nell’edizione romana del quotidiano di via Solferino – è stata necessaria per prevenire l’insorgere di questioni legate ai risultati delle autopsie che in futuro avrebbero rischiato di essere inattendibili”. Tra le scoperte più macabre delle ispezioni anche resti di cadaveri conservati dal 1990, che nessuno ha mai reclamato. Alcuni corpi sono già stati trasferiti all’Istituto di Tor Vergata e le autopsie verranno svolte con l’ausilio di alcuni specialisti del Policlinico Gemelli.

Sulla vicenda era stata aperta un’inchiesta dal pm Antonella Nespola, che aveva già provveduto alla chiusura dell’obitorio. La procura è rimasta comunque spiazzata dalla notizia della chiusura. Il ritorno alla normalità, all’interno dell’Istituto, è previsto per il prossimo maggio.

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