L’87esima edizione degli Oscar ha visto il trionfo di Birdman e del suo regista Alejandro Gonzales Iñarritu. Sul red carpet, però, sono le donne a dominare la scena. Il tappeto rosso, nonostante la pioggia, è stato un crescendo di bellezza ed eleganza grazie alle dive e ai loro abiti. Alcune, però, hanno esagerato con lustrini, paillettes e scollature. Ecco chi sono le meglio e le peggio vestite agli Academy Awards.

Scarlett Johansson spicca nel suo Versace verde, grazie anche a un nuovo look con testa rasata e capello corto. Audace, ma riuscito. Lupita Nyong’o non sbaglia un colpo. Già lo scorso anno aveva conquistato tutti con il suo abito celeste di Prada. Quest’anno conferma il suo buon gusto con un Calvin Klein tempestato di perle.

Rosamund Pike è stata ampiamente criticata per le sue mise da red carpet. Questa volta, però, coglie nel segno, grazie a un abito di Givenchy rosso fuoco. Sempre rosso il Saint Laurent indossato da Dakota Johnson, accompagnata da una raggiante Melanie Griffith. Peccato solo per la spallina a forma di serpente.

Poco azzeccata la scelta di Marion Cotillard, che dimostra come anche Dior possa fallire. Lo stesso vale per Emma Stone, la cui bellezza nulla può di fronte a un colore impietoso come quello del suo abito di Elie Saab. Le premesse c’erano tutte, dallo spacco alla scollatura sulla schiena. È la nuance che non convince. Sempre di Elie Saab la mise scelta da Jennifer Lopez. Un po’ troppo scollata e troppo mimetica rispetto alla carnagione della cantante.

Bucolica Keira Knightley, che con il suo Valentino dà lezioni di stile anche col pancione. Catarifrangente, invece, Nicole Kidman in un Louis Vuitton dorato con cintura in vita rossa, che cozza con la sua carnagione lunare e i capelli rossi.

Di tutt’altro livello la scelta di Julianne Moore, che va sul sicuro con un abito bianco Chanel senza spalline, e Gwyneth Paltrow in monospalla rosa firmato Ralph & Russo. Tra le migliori, infine, Reese Witherspoon che si affida a Tom Ford per il suo abito black & white. Un classico che non tramonta mai. Chiudono la lista delle peggiori Felicity Jones che esagera con un Alexander McQueen da principessa e Lady Gaga in Azzedine Alaïa. Più che per l’abito la cantante sbaglia accessori, abbinando dei guanti rossi che visti da lontano fanno un effetto lavapiatti. Rispetto ai tempi in cui esordiva con abiti composti da fette di carne, comunque, è un grosso passo avanti.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

‘The New Yorker’, cento di questi 90 anni

prev
Articolo Successivo

Opus 3: il disco ‘sviaggio’ della settimana, cioè droghe negli anni 90

next