Tra Marchionne e Montezemolo è difficile stabilire chi mi sia più simpatico, anzi sarebbe meglio dire meno antipatico… alla fine riesco a digerirli solo grazie a Crozza, un maestro che va oltre la semplice arte dell’imitazione e crea dei veri e propri personaggi capaci di vivere di vita propria. Per questo sono rimasto abbastanza indifferente quando Lcdm (come veniva chiamato dai dipendenti all’interno delle mail aziendali) è stato silurato e “Serghio” ha preso il timone della Ferrari. Anche perché la storia dei sei anni di insuccessi sportivi serviva solo a divagare dalle motivazioni reali della detronizzazione, cioè la libertà di azione societaria e finanziaria. Montezemolo ha sicuramente costruito un’azienda di successo sul piano del prodotto, ma le idee di Marchionne circa il destino del Cavallino Rampante erano ben altre.

ferrari 488 GtbAd ogni modo, due cose sono già cambiate: il reparto corse sembra tornato a competere per i primi posti, con la nuova SF 15-T che è andata molto forte nei primi test della stagione e, soprattutto, forse è finita l’era dei nomi strampalati per le vetture stradali. Non so voi, ma io non ne potevo più dei vari Maranello, Modena, Ferrari, Italia…per non parlare di Enzo e di LaFerrari. Dopo quasi 50 anni di sigle dal senso compiuto e di denominazioni aggiunte con raziocinio (Automatic, Quattrovalvole, Mondial, Berlinetta…), abbiamo assistito alla deriva “geografica”, per non parlare poi di quella autoreferenziale.

Secondo i soliti bene informati, negli ultimi anni era stato proprio Lcdm ad avere l’ultima parola sul “naming” delle auto e quindi dobbiamo ringraziare lui per la Enzo e la LaFerrari. Ma ditemi voi come si fa a chiamare i due modelli che rappresentano il top prestazionale del decennio (dopo 288 Gto, F40 e F50) con il nome del fondatore dell’azienda e poi con quello dell’azienda stessa. Continuando con questo sistema la prossima supercar si sarebbe solo potuta chiamare “Dio”.

Il “Sergione” di Crozza direbbe “Non voglio che mi si dica grazie per questo”, ma devo ammettere che quando ho saputo che la nuova Ferrari stradale si chiama 488 Gtb e basta, ho tirato un profondo sospiro di sollievo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Lavorare per Uber, a chi conviene

next
Articolo Successivo

L’Istat prende il car sharing

next