di Carblogger.it

La Nissan IDx non si farà. O almeno così scrive Automotive News. La notizia non è di quelle da far tremare i polsi, a me però dispiace. L’avevo vista al Salone di Tokyo nel 2013 e non era male. Soprattutto per l’idea che aveva dietro, spiegatami da Shiro Nakamura, il capo del design della Casa giapponese: “Offrire una sportiva divertente a costi ragionevoli anche per i giovani”. In più, con una linea che ricordava le muscle car americane. Mustang e Corvette per intenderci.

nissan-sport

Fa niente poi se nelle intenzioni dei giapponesi era riprendere la poco conosciuta (da noi) Datsun 510 dei primi anni 70. L’IDx faceva tornare alla mente piuttosto il mitico Generale Lee della serie Hazzard che ha fatto sognare la mia generazione (i più giovani troveranno la foto qui in basso).

La IDx non è la solita versione sportiva della city car di turno, trasformata in un’auto eccessiva, quasi al limite dell’educazione e alla fine molto costosa. Esagerazione alla quale anche i giapponesi di Nissan non si sottraggono, seppur in modo più elegante, con l’etichetta Nismo. La IDx era l’idea di un modello inedito, dall’inevitabile trazione posteriore, nato solo per i giovani, di età e di spirito, solo in versione sportiva e accessibile a tutti (o quasi). Avrebbe affiancato in gamma le due più pretenziose 370Z e GT-R.

Il grande sponsor della IDx era Andy Palmer, inglese, grande amante delle auto sportive, cresciuto alla corte di Carlos Ghosn fino ad arrivare a capo della strategia prodotto e ora passato ad Aston Martin nel ruolo di Ceo. Uscito lui, il progetto sembra definitivamente chiuso. Peccato.

Twitter @carblogger_it

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Smart, Audi A3, Mini e 500, le macchine dell’italiano medio

next
Articolo Successivo

Automobili d’epoca: se è vecchia, anche l’utilitaria piace

next