Chissà se dal palco di piazza Plebiscito nel corso del suo show per salutare l’arrivo del 2015 il cantante Gigi D’Alessio avrà la forza e la voglia di gridare: “Napoli è contro la camorra. Io sono contro la camorra”. Ecco, l’artista partenopeo, in un colpo solo, con diretta su Canale 5 e radio Rtl, sgombrerebbe finalmente il campo dalle tante voci e chiacchiere che negli anni lo inseguono.

Zelig, puntata del 24 Novembre 2014

Certo le ultime indiscrezioni che emergono dalla clamorosa inchiesta “Mafia Capitale” non aiutano D’Alessio. Sembra che il cantautore napoletano fosse in rapporti con Giovanni De Carlo noto come “Giovannone”, figlioccio del sempre fascista Massimo Carminati. La storiaccia la si è appresa in queste ore: all’indomani di un maxi-furto subito nel giugno del 2013 dall’artista nella sua villa all’Olgiata -i ladri riescono a rubare una collezione di Rolex dal valore di 4 milioni- il cantante non contatta subito le forze dell’ordine per denunciare l’accaduto ma “Giovannone”. I Ros rilevano che De Carlo – in frequente contatto con personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport- si trattiene da D’Alessio per oltre mezz’ora con l’intento di risolvere il problema e rassicurare l’amico. Gigi D’Alessio ha sempre negato, minimizzato, edulcorato il suo passato. Verità di comodo per rifuggire dai suoi oscuri inizi.

Il cantante napoletano deve tutto o quasi alla casa discografica – Phonosud – di proprietà del pregiudicato e manager musicale Luigi Ponticelli – alias Giggino a Bomboletta per la mania di adoperare lacca spray– cognato del boss del rione Forcella Luigi Giuliano detto ‘O Re. Iscritto alla Siae come autore e paroliere, il padrino nei primi anni Novanta – alleva la prima generazione di neomelodici. D’Alessio fa parte di quella scuderia di artisti. Un luogo, la Phonosud, dove mentre si faceva musica poteva accadere anche che venisse ordinato un omicidio: è il caso dell’uccisione del 17enne Nicola Gatti reo di aver insidiato la nipote del boss. Inizi compromettenti. La musica, i dischi, i cd – insomma – saranno finanziati dalla Phonosud impiegando anche soldi di dubbia provenienza. Gigi D’Alessio ha frequentato ambienti e logiche di camorra. Con Luigi Giuliano i rapporti non erano – come dice il cantante – superficiali e occasionali. C’era amicizia e stima. Peccato che Gigi proprio non ricordi. Il boss, amante e autore di poesie, scrisse per Gigi “Cent’anni”, una canzone strappa lacrime che in poche settimane divenne l’inno dei vicoli di Napoli. A cantarla sarà lo stesso D’Alessio in coppia con Mario Merola, il re della sceneggiata. Sull’onda lunga del grande successo di popolo del brano, Gigi e Mario gireranno anche il film “Cent’anni”, celebre pellicola trash ancora in circolazione nei quartieri popolari. Il successo arriva e travolge. Non c’era radio nei vicoli partenopei che non rimandasse le canzoni di Gigi D’Alessio. I numeri impressionano e ben presto il neoelodico sfonda anche a livello nazionale. Le trasmissioni – vedi Domenica in Festival di Sanremo targato Pippo Baudo – fanno a gara per accaparrarselo. Ma quel passato a volte non passa. Nel 2001 gli viene recapitato un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Un’inchiesta pesante. I pm di Brescia accusano D’Alessio di essere una “persona a disposizione per l’esecuzione di ambasciate e per la comunicazione di messaggi per conto dell’associazione, nonché prestanome in operazioni finanziarie e percettore di finanziamenti di denaro di provenienza illecita, nonché fornitore di documenti di identità di comodo”. Un altro episodio inquietante accade nel 2005 il cantante incontra Giovanni Durante, il papà di Annalisa appena 14 anni uccisa casualmente – il 27 marzo 2004 – da Salvatore Giuliano, giovane rampollo del clan, nel corso di una sparatoria a Forcella.

Per D’Alessio sbianchettare la propria biografia è diventata una vera e propria ossessione. Le voci le mette a tacere in modo brusco: “La mia fedina penale è pulitissima”. L’artista promette di organizzare un grande concerto allo stadio San Paolo per onorare la memoria di Annalisa e fare beneficenza. Gigi quella promessa non l’ha mai potuta mantenere: il concerto verrà annullato. Forse qualcuno ricordò a un distratto D’Alessio che in carcere per quell’omicidio c’era un Giuliano. Ora la grande occasione per D’Alessio trovarsi di fronte al suo pubblico e indiretta nazionale lanciare dal palco del Plebiscito un j’accuse: “Napoli è contro la camorra. Io sono contro la camorra”. Lo farà? Chissà!

Twitter: @arnaldcapezzuto

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