Riferendosi all’esperienza presidenziale di Salvador Allende, in uno dei suoi libri di maggior successo la nipote Isabel ricorda: “Metà della popolazione (cilena, ndr) temeva che conducesse il paese verso una dittatura comunista e si accinse ad impedirlo a ogni costo, mentre l’altra metà festeggiava l’esperimento socialista con murales di fiori e colombe” (tratto da “Paula”, 1995, di Isabel Allende). Dopo soli tre anni di governo, il giorno 11 Settembre 1973 il presidente Salvador Allende fu deposto e perse la vita a seguito del feroce colpo di stato del generale Augusto Pinochet, che per i successivi 16 anni guidò la nazione come dittatore, macchiandosi di crimini contro l’Umanità.

La parte di popolazione che aveva accolto il governo di Allende come una “primavera” di rinnovamento fu barbaramente costretta a interrompere i festeggiamenti: i murales vennero distrutti, gli artisti e gli intellettuali simpatizzanti vennero perseguitati, imprigionati e, al peggio, torturati e uccisi. Per alcuni, l’unica salvezza fu l’esilio. Eduardo “Mono” Carrasco – uno dei fondatori della storica “brigada” muralistica Ramona Parra – fu tra i giovani artisti che sostennero Allende cospargendo la città di Santiago “di fiori e colombe”: a pochi mesi dal golpe, fu costretto a rifugiarsi in Italia, dove trovò asilo per l’intero mandato del generale Pinochet.

In questo episodio di Creativi di Fatto, il grande artista Carrasco ci mostra in cosa consiste il processo creativo nella realizzazione di un murale e ci guida alla scoperta delle origini dell’arte muralistica cilena: dalle primissime forme di espressione pittorica, passando attraverso la censura e le perseguitazioni politiche, per arrivare al riconoscimento del muralismo come arte nazionale a seguito della caduta del regime del 1989.

Per maggiori approfondimenti, rimandiamo al libro Inti-Illimani_Storia e Mito, scritto da Eduardo “Mono” Carrasco ed edito da Edizioni Il Margine, a questo link, e al sito personale dell’artista visitabile a questo link.

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