Il rifornimento che riempie i serbatoi dello Stato. A ottobre il 61,5% del prezzo della benzina è andato in tasse. A sostenerlo è Assopetroli-Assoenergia, che con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio monitora l’andamento di accise e Iva. Se questo mese gli italiani hanno pagato in media la benzina 26,5 centesimi in più al litro rispetto al resto d’Europa e il gasolio 24,5 centesimi in più al litro, secondo Assopetroli è stato quasi solo per colpa dei balzelli: accise e Iva valgono il 93,6% della differenza per la benzina e il 98% per il gasolio. Al contrario, sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea e dal ministero dello Sviluppo, rispettivamente solo 1,7 e 0.5 centesimi sono legati a un maggiore prezzo industriale.

Il 3 novembre il presidente di Assopetroli-Assoenergia Franco Ferrari Aggradi presenterà i dati del monitoraggio alle commissioni Bilancio di Camera e Senato nell’ambito delle audizioni sulla Legge di Stabilità. Saranno riferiti al Parlamento anche i dati di previsione sull’impatto delle misure contenute nella manovra riguardo agli aumenti dell’Iva e delle accise che scatteranno come clausole di salvaguardia in assenza di risparmi di spesa equivalenti o coperture alternative.

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