Il renziano Gianluca Callipo perde le primarie in Calabria. Il candidato del centrosinistra a governatore sarà Mario Oliverio, il presidente della Provincia di Cosenza ed ex deputato dei Ds che si è imposto nettamente sull’uomo di Matteo Renzi e del segretario regionale Ernesto Magorno. Più distaccato, infine, il sindaco di Lamezia Giannetto Speranza di Sel che, nel pomeriggio di domenica 5 ottobre, ha denunciato irregolarità nei seggi. Come in quello di Benestare, nella Locride, dove i cittadini non hanno potuto votare per almeno tre ore. “Mi vengono segnalati – era stato lo sfogo di Speranza – episodi gravi di seggi mancanti, esponenti del centrodestra al voto per le primarie del centrosinistra e irregolarità nelle procedure di voto da diverse parti della regione. Non voglio entrare ora nel merito di tutto questo. Ma c’è il caso del comune di Benestare, in provincia di Reggio Calabria, dove il seggio è stato chiuso alle 12.30 per mancanza di schede. È un fatto grave che, insieme agli altri, spiega il perché nelle ultime settimane avevo valutato addirittura la possibilità di ritirarmi dalle primarie”.

E se a Sibari il seggio (annunciato fino al giorno prima dal Pd) non ha neanche aperto impedendo a chi avesse voluto di scegliere il candidato presidente della Regione, a Montalto Uffugo, sul cosentino, questa possibilità l’ha avuta addirittura il sindaco Pietro Caracciolo che è anche candidato alle provinciali con il centrodestra. Già primo cittadino di San Giovanni in Fiore e assessore regionale, Oliverio fa parte della nomenclatura del Pd: è un uomo di D’Alema e, in Calabria, risponde ai desiderata dell’ex vicepresidente della Regione Nicola Adamo e della parlamentare Enza Bruno Bossio. Contro di lui, Matteo Renzi aveva schierato Gianluca Callipo, il trentunenne sindaco di Pizzo Calabro indagato per i fondi della Provincia di Vibo Valentia. La sconfitta per Callipo è la seconda tegola in testa dopo che il prefetto, nei giorni scorsi, ha inviato un commissario nel suo Comune dove il bilancio non è stato approvato neanche dalla giunta. Come è stato per le elezioni provinciali di Vibo Valentia, l’olezzo di un “accurduni” tra pezzi di Pd, Forza Italia e Nuovo Centrodestra ha caratterizzato le ultime settimane prima delle primarie.

I rumors dei “diversamente renziani” calabresi parlano di elettori di Forza Italia, dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti e dei fratelli Gentile (Ncd) andati al seggio per scegliere il candidato del centrosinistra. Non è un caso, infatti, che Callipo abbia chiuso la campagna elettorale con una conferenza stampa a Locri dove è riuscito ad accaparrarsi il sostegno anche dell’amministrazione di centrodestra guidata da Giovanni Calabrese. Un comportamento che ha scatenato i sostenitori di Oliverio che hanno gridato all’inciucio accusando Callipo di trasversalismo. Frasi pesanti e situazioni ambigue che non sembrano aver turbato il partito a Roma. “È stato un confronto vero. – è il commento di Oliverio prima ancora del dato definitivo – Una scelta vera tra proposte alternative. Abbiamo dimostrato che il futuro è nelle nostre mani”.

Ostenta fair play lo sconfitto Callipo: “Ho chiamato poco fa Mario Oliverio, al quale ho fatto i miei migliori auguri, assicurandogli sin da ora che sosterrò la sua corsa alla Regione, perché l’obiettivo comune che avevamo entrambi all’inizio della campagna elettorale per le primarie era e resta battere il centrodestra”. Oggi Callipo parla di “obiettivo comune”. Eppure poche ore prima aveva tacciato Oliverio come colui che “ha contribuito a distruggere la Calabria” assieme a “Nicola Adamo, emblema del trasversalismo”.
 “Queste primarie –erano le frasi di Callipo prima del voto – sono la scelta tra due visioni della politica completamente divergenti”. Da oggi il candidato renziano sosterrà Oliverio espressione di una classe dirigente – erano sempre le considerazioni di Callipo – “che ha governato questa regione negli ultimi 35 anni promuovendo clientele e accordi di ogni tipo pur di restare sempre in sella”. A vincere, però, è stata l’affluenza. In controtendenza con il dato dell’Emilia Romagna, circa 100mila persone si sono recate ai seggi per votare. Forza Italia e Nuovo Centrodestra compresi.

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