Queste ultime battute di campagna elettorale stanno scadendo verso la rissa. Certe uscite di Grillo sono senz’altro discutibili, ma i suoi principali contendenti, Renzi e Berlusconi, hanno deciso di adottarne gli stessi toni, con assai scarsa credibilità.

Che senso ha dare al comico genovese del pregiudicato e promettere la daspo per i politici corrotti, come ha fatto Renzi? Per intanto il presidente del Consiglio avrebbe potuto dare lui un piccolo segnale di inversione di rotta evitando per esempio di nominare consigliere di amministrazione Enel chi, certamente solo in primo grado, è stato comunque condannato dalla Corte dei Conti (sent.177/2013) a pagare 4,7 milioni di danno erariale. E questo a tacere di altre nomine probabilmente subite da Renzi per ragion politica.

Berlusconi afferma che a Bruxelles avrebbero preparato un enorme wc per il buon Grillo. Di certo il leader dei 5 Stelle non è ben visto dalle cancellerie europee, ma finora l’unica pedata che è stata affibiata dagli eurocrati è quella che ha ricevuto nonno Silvio e a giudicare dalle reazioni deve fargli ancora male.

Di sicuro Grillo ama fare il guitto. Ma che dire di chi qualche giorno prima twitta “Enricostaisereno” e pochi giorni dopo al povero Enrico intima lo sfratto senza nemmeno il preavviso? O di chi aveva promesso solennemente 3,5 miliardi di investimenti nell’istruzione e per rendere ancor più solenne quella promessa aveva fatto il tour delle scuole d’Italia, invitando insegnanti e studenti a segnalare i guasti che sarebbero stati presto riparati e poi per il prossimo biennio stanzia solo 244 milioni di euro? O di chi aveva con sommo giubilo dichiarato agli italiani di aver tagliato 3000 posti per i politici con la riforma delle province, omettendo però di dire che ne aveva creati nel contempo 26.000 per nuovi consiglieri comunali e 5.000 per nuovi assessori comunali? E pazienza se i tempi non sono stati rispettati per le riforme costituzionali, che per maggio avrebbero dovuto diventare realtà. Ben più preoccupante mi sembra la sorte delle coperture dei famosi 80 euro, alla luce dell’andamento del Pil, dello spread e della borsa. Se i tanto vituperati tecnici del Senato dovessero aver ragione, temo che la figura del giullare la farebbe Matteo, più di Beppe.

Il Berlusca si indigna, giustamente, per le battutacce sul povero Dudù (mai animale mi ha in verità fatto più pena) e arriva a tacciare Grillo di essere il novello Hitler. Sarebbe troppo facile ricordargli che certi suoi alleati e persino certi suoi candidati avevano e hanno trascorsi non propriamente “democratici”, ma fossi in lui mi preoccuperei di più di spiegare come mai durante il suo ultimo governo la spesa pubblica e il debito siano aumentati, la pressione fiscale pure (Def 2011, tav.7 b), la disoccupazione anche. L’unica cosa che era diminuita era il Pil. Ah, dimenticavo, era diminuita anche la credibilità internazionale, di qua e di là dell’Oceano….

Morale: Matteo e Silvio hanno perso l’occasione per dimostrare che loro invece sono per davvero politici seri, ma, si sa, parafrasando don Lisander, “se uno la serietà (politica, sia ben chiaro!) non ce l’ha, non se la può dare”.

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