Aggiornato il 30 maggio 2014

Il 28 maggio a Raif Badawi sono state rese note altre due condanne aggiuntive: il divieto per 10 anni, alla fine della condanna, di lasciare il paese e quello, della stessa durata, di svolgere qualsiasi tipo di attività nel campo dei media.

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Oggi vorrei chiedere ai lettori e alle lettrici di questo blog di immaginare il dolore inferto da una frustata sulla schiena. Di moltiplicarlo per 10, poi per 100, poi per 1000.

A 1000 frustate è stato condannato il 7 maggio Raif Badawi, cofondatore del sito Liberali dell’Arabia Saudita. Impossibile che la sentenza emessa dalla corte penale di Gedda venga eseguita. Badawi morirebbe molto prima della millesima frustata e non potrebbe dunque scontare la “vera” condanna: 10 anni di carcere

Le 1000 frustate sono un monito, crudele e arrogante, che il regno dell’Arabia Saudita lancia ai suoi oppositori pacifici, i dissidenti, gli attivisti per i diritti umani: non ci provate!

Non ci provate neanche a creare un innocuo forum online di discussione e ad esercitare il vostro diritto alla libertà d’espressione. Potreste incorrere, anzi incorrerete, nel reato di offesa all’Islam. Se sarete fortunati, però, potrete evitare l’accusa di apostasia e dunque una condanna alla decapitazione in piazza.

Badawi era stato arrestato nel 2012 per aver violato le leggi sulle comunicazioni elettroniche e aver offeso l’Islam attraverso i suoi scritti e i commenti pubblicati sul suo forum. In primo grado era stato condannato a sette anni e 600 frustate. In appello, avete letto com’è andata.

Amnesty International lancerà un nuovo appello per l’annullamento della condanna e l’immediata scarcerazione di Badawi.

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