Dunque, per l’informazione funziona così. È più grave un “Boia chi molla” (immagine orrenda che mi fa schifo e che non userei neanche sotto tortura) di 7 miliardi e mezzo pubblici regalati alle banche private con l’avallo di destra, centro e sinistra. È più grave criticare la Boldrini (“sessismo”) che difenderla per la sua faziosità imbarazzante. È più grave un “siete qui perché fate i pompini” (altro insulto idiota, greve e indifendibile) di uno schiaffone di un “questore” a una deputata (se lo avesse dato un 5 Stelle, quello schiaffo, ci avrebbero frantumato gli zebedei per mesi con la storiella dei nuovi fascisti). È più grave contestare Napolitano, al punto da chiederne l’impeachment, di quello che ha fatto (e non fatto) Napolitano. È più grave protestare, anche veementemente, contro una ghigliottina oscena, una Presidente della Camera improponibile e una democrazia in agonia, che uccidere giorno dopo giorno la politica (e la speranza).

Si suole ragionar così in Italia, ed è un ben curioso modo di ragionare: la pagliuzza va uccisa, la trave va coltivata. Non mi stupisce che sia questo il pensiero di tanti casi umani (basta guardarli in faccia) del non-giornalismo italiano e della non-politica nostrana (da uno come Speranza, al massimo, ti aspetti una cosa intelligente giusto quando sta zitto). Ma mi mette un po’ di malinconia che questa faziosità, e questo tifo becero, siano ormai l’unica coperta di Linus rimasta a tanti (non tutti) elettori che, pur di vincere, si sono affidati a un bischerino ambizioso e si sono fatti pure piacere una legge elettorale che in confronto il Porcellum era quasi un capolavoro.

Darsi una svegliata e avere un briciolo di decenza morale, almeno ogni tanto, no?

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Finanziamenti dai privati alla Casta: 61 milioni delle lobby per foraggiare i politici

next
Articolo Successivo

La vignetta del giorno: Volgari accuse

next