“Non siamo qui per Vannoni, ma per una cura compassionevole applicata agli ospedali pubblici eccellenti come gli Spedali Civili di Brescia“. Così i genitori pro stamina hanno difeso a spada tratta la terapia con cui i loro figli vengono curati da qualche anno, durante una conferenza indetta a Roma, all’hotel Nazionale, a due passi da Montecitorio. “I nostri figli – affermano i genitori – non hanno speranze di vita, sono ammalati cronici. Però sia noi genitori che i medici che li hanno in cura riscontrano dei cambiamenti, dei miglioramenti dopo le infusioni”. Portano le prove: cartelle cliniche e video caricati su youtube. Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, alla fine non è presente. “Ha capito che la sua presenza avrebbe occultato le nostre ragioni, voleva dare spazio ai pazienti”, dicono i partecipanti. In sala anche Marcello Villanova, neurologo all’ospedale Nigrisoli di Bologna. “Io parlo per quello che vedo”, afferma il medico. “Bambini ammalati di Sla che – dice Villanova – migliorano visibilmente. Non entro nel merito delle indagini della Procura di Torino o sul problema del protocollo. Io vorrei dialogare con il ministro Lorenzin e tutta la comunità scientifica, senza preconcetti e con rigore. E’ una novità che va discussa”. Durante la conferenza partono anche insulti ai giornalisti, complici secondo i genitori di una cattiva informazione sul tema e di dare spazio alle tesi di un comitato scientifico bocciato dal Tar del Lazio  di Irene Buscemi

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