Sull’isola di Pianosa saranno trasferiti tra gli 80 e i 100 detenuti: lavoreranno per sistemare le strutture esistenti che erano servite sia per il vecchio carcere di massima sicurezza che per gli alloggi delle guardie. Il progetto è stato avviato oggi con la firma di un protocollo di intesa  tra il governatore della Toscana Enrico Rossi, il presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo e il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. “Siamo di fronte ad una sfida”, ha sottolineato il ministro, precisando che l’isola non tornerà ad essere un carcere speciale come lo è stata fino al 1998. “Porteremo là alcuni carcerati -ha spiegato il ministro- per ristrutturare gli immobili esistenti ma anche per i lavori agricoli, per far diventare l’isola un gioiello dell’agricoltura e valorizzandone la sua bellezza naturale. Al momento c’è un investimento sul lavoro e poi ci saranno anche risorse”.

La proposta rientra nel piano di miglioramento del sistema carcerario toscano, valido tre anni e unico in Italia. Prevede di recuperare e reinserire nella società fino a 300 detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza, di utilizzare in maniera diversa le case circondariali di Massa Marittima, Grosseto ed Empoli, di valorizzare anche ai fini agrituristici e ricettivi, l’isola di Pianosa, di formare al lavoro per reinserirli almeno altri 20 detenuti, di realizzare un asilo nido in prossimità di un carcere che possa accogliere anche i figli di persone non detenute, di completare l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri situato a Firenze, di valutare la possibilità di realizzare una nuova casa circondariale a Grosseto idonea ad ospitare almeno 200 detenuti. Tanti progetti, per cui bisognerà trovare la copertura finanziaria.  Ottimista il ministro Cancellieri: “L’intesa firmata oggi tocca un settore delicatissimo, quello della tossicodipendenza in carcere: il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti. Porterò questo in conferenza delle regioni, voglio che diventi un modello da adottare anche altrove”.

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