Ragazzi, rassegnatevi. O il contrario, su con la vita. La disoccupazione è una sensazione, forse precaria, ma comunque una sensazione. Perché se la modella e attrice, Sabina Began, fa la consulente per una società di diritti televisivi per lo sport, voi, proprio voi che state leggendo, potreste vincere un mondiale di calcio.

La differenza la fanno i piedi, sappiamo. E Began, signora ape regina, ha un tatuaggio sul tallone, iniziali di un tale S. B. (pare non sia Samuele Bersani). Il tallone, rivoluzione e rivisitazione storica, non è più un punto debole. Non se il placebo Silvio Berlusconi marchia il corpo. La Began avrà uno stipendio di 370.000 euro l’anno e non fatevi troppe domande: i motivi, le referenze, le condizioni. Paga la società Infront del nipote di Josef Blatter, l’immortale presidente del pallone e di una organizzazione miliardaria, la Fifa.

Ora non stiamo qui a sindacare se la Began sia esperta di calcio e diritti tv, Angelino Alfano non era mica esperto di polizia o Mariastella Gelmini di università. L’Italia di Berlusconi, che scarica i suoi debiti su aziende private e pubbliche, non premia il merito bensì il metodo. E di metodi che piacciono al Cavaliere, sia Alfano che Began, se ne intendono: ‘I suoi piedi profumano, li bacerei’, disse l’ape regina. Sabina che non cercava il lavoro dei suoi desideri, forse perché non disponibile, forse perché occupato, per il momento, da Francesca Pascale.

Berlusconi l’aveva già piazzata al Milan, settore pubblicità, specialità della casa. Ma si può essere generosi senza essere masochisti. E così ha girato la Began, come se fosse il cartellino di un centrocampista, a una società straniera che raccoglie e distribuisce i diritti televisivi, cioè milioni di euro, al campionato di calcio italiano. In tanti si lamentano di Infront, non il Milan però. Perché aveva la carta segreta Began. L’ennesima prova a favore di Berlusconi: in questi anni ha combattuto davvero la disoccupazione.

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