Papa Francesco ha indetto per il prossimo 7 settembre una giornata di preghiera e digiuno per invocare la pace, per scongiurare i venti di guerra, per dire no a massacri e torture, per condannare senza appello l’uso di armi chimiche e i regimi alla Assad. Guai se queste parole venissero ascoltate solo dai cattolici, perché hanno un valore universale, parlano a chiunque abbia orecchie per ascoltare.

Non sono parole di rassegnazione o ” vuote prediche”, come dicono a mezza bocca i suoi critici, dentro e fuori le mura vaticane, perché contengono un invito alla iniziativa individuale e collettiva, alla presa di coscienza, alla ripresa della iniziativa e della pressione internazionale. Per questo ci sembra giusto aderire e ciascuno potrà farlo a suo modo.

 Chi non vorrà pregare, potrà partecipare al digiuno, e chi non vorrà digiunare promuova iniziative di solidarietà nella sua realtà territoriale o di lavoro e lo faccia secondo le sue convinzioni ideali, politiche, di credente o di ateo convinto e militante. Per una volta, almeno quel 7 settembre, sarà davvero il caso di ritrovarsi insieme a prescindere da ogni distinzione di parte o di partito, magari sotto una sola, grande, bandiera arcobaleno.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Guerra Siria, Italia aspetta Onu per dare l’appoggio. Ma sottobanco vende armi

prev
Articolo Successivo

Spagna, la procura anticorruzione indaga sui conti di re Juan Carlos

next