Fulvio Gagliardi è un ex Generale dell’Aeronautica Militare. Ha gestito in prima persona lo sviluppo dei velivoli AMX e contribuito alla definizione dei più importanti programmi aeronautici militari europei: il Tornado e l’Eurofighter.

Eppure costui – che per scelte di vita e percorso professionale certo non può essere definito un pacifista – ha lanciato una petizione su Change.org che ha superato le 25.000 firme, per chiedere al Governo Letta di bloccare l’acquisto degli F35.

Lunedì in Senato ci sarà la discussione della mozione sugli F35, e così Gagliardi, fornendo motivazioni tecniche e militari, spiega come sia inutile adesso procedere all’acquisto degli F35: “Nella attuale situazione geopolitica non abbiamo bisogno di F35: la flotta non è obsoleta e in termini di costo/efficacia è sufficiente a far fronte alle esigenze della Difesa. (…) Lo scenario politico strategico del nostro Paese oggi non necessita di disporre di mezzi aerei sempre più sofisticati degli attuali e l’ F35, che dubito inoltre sia tecnicamente “a punto”, sotto questo aspetto non è indispensabile. L’attuale flotta dell’AMI (AMX, Tornado e sopratutto Typhoon) è assolutamente idonea e sufficiente per le esigenze presenti e prevedibili e non è obsoleta”.

Negli Stati Uniti nel frattempo, il rumore generato dagli F-35 in volo, è diventato la questione controversa. Critiche agli F-35 nelle ultime ore vengono infatti da Burlington, nel Vermont, dove è in piano di installare una base per 24 F-35. “Gli studi del 2010 condotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità chiariscono che il rumore degli F35 avrà un grave impatto fisiologico e cognitivo sui bambini”, ha detto Rosanne Greco, Consigliere comunale e strenua oppositrice ai jet. All’interno del Consiglio comunale però più voci sostengono che questi studi non siano attendibili.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Inflazione, prezzi salgono dell’1,2%. Benzina, aumenti a catena dopo Eni

next
Articolo Successivo

Vendita del patrimonio pubblico. Ora il Pd vota anche questo?

next