Alla fine a vincere questa tornata delle amministrative è l’astensione o, comunque, la sfiducia dell’elettorato verso la politica. Vi raccontiamo nel dettaglio i numeri del ballottaggio con il 48,5% di affluenza a livello nazionale (-11% sul primo turno) che significa che più di 1 elettore su 2 – tra i quasi 4,9 milioni di quelli interessati da queste comunali – ha preferito non recarsi al seggio. A Roma è andata anche peggio, con una percentuale di affluenza ridotta al 44,93%, vale a dire quasi 8 punti in meno rispetto al primo turno. Un dato sul quale il premier Enrico Letta ha invitato tutti “a fare una riflessione”. Gli elettori che sono andati a votare hanno comunque votato il centrosinistra che riconquista Roma e tutti i Comuni in ballottaggio. Il centrodestra perde anche i feudi tradizionalmente favorevoli, come Imperia, Brescia e Treviso dove finisce l’era dello sceriffo Gentilini. A Pomezia (Roma) e Assemini (Cagliari) il sindaco è del M5s. A Martellago (Venezia), invece, il Movimento ha perso la sfida contro Monica Barbieri (Pd e liste civiche). “Abbiamo altri due sindaci a 5 Stelle. Grandi!” ha esultato via web il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Poi l’economia con le notizie negative: l’Istat rivede al ribasso le stime preliminari del Pil per il primo trimestre, mentre è negativo anche il dato sulla produzione industriale. Ma anche, sul fronte degli esteri, il racconto dell’uomo, una variante maschile delle Femen, che ha fatto un’incursione durante la finale degli Open de France, tra Rafael Nadal e David Ferrer, per protestare contro la legge sulle nozze gay. Ci vediamo ‘In edicola’: ogni sera le anticipazioni su ilfattoquotidiano.it (riprese e montaggio Samuele Orini e Paolo Dimalio).
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