Non ho dubbio alcuno che sia giusto e doveroso dedicare spazio e tempo alle prossime mosse dei partiti e delle loro componenti in vista della formazione del nuovo governo e della nomina del Presidente della Repubblica.
Capisco la necessità di registrare ogni cambiamento di umore di Bersani, Grillo e compagnia bella.
Comprendo l’opportunità di seguire passo passo le polemiche orarie tra sostenitori e oppositori dei nuovi presidenti delle Camere.

Eppure sarà il caso di non trascurare del tutto questioni solo apparentemente minori quali, per fare un esempio, il programma di acquisto degli F35 già deliberato dai precedenti governi e confermato dal Parlamento, nonostante l’opposizione di una ventina di deputati.

Dal momento che, durante la campagna elettorale, Bersani, Grillo e, a suo modo persino Berlusconi, hanno dichiarato la disponibilità a ridurre drasticamente o addirittura a cancellare il programma di acquisto dei cacciabombardieri, sarà forse il caso di passare dalle parole ai fatti e magari di presentare una bella risoluzione che metta la parola fine al contratto di acquisto e indichi con chiarezza la destinazione dei fondi recuperati.

Sarà il caso di farlo subito, prima di essere scavalcati da quei vecchi “pacifisti” del Pentagono che hanno avanzato seri dubbi persino sulla sicurezza in volo dei cacciabombardieri, il che non ci sembra poco per una macchina destinata a volare e, purtroppo, pure a bombardare.

Per saperne di più basta leggere l’appello delle associazioni che hanno animato la campagna “Tagliamo le ali agli F 35” e che non hanno mai smesso di richiamare l’attenzione su un tema altrimenti destinato all’oscuramento, mediatico e politico. 

 

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