Mi si nota di più se bacio un cagnolino o se spolvero la sedia dalle tracce del sedere dell’avversario? Sono più normale se mi tiro giù una birretta in diretta o se mi commuovo parlando della mamma? Buco meglio il video se faccio il simpatico frizzante o se faccio l’iracondo giustiziere?

Piaccio di più alla Gggente se parlo come loro e li faccio sentire ganzi come me o se parlo difficile e li faccio sentire dominati da uno più ganzo di loro? Mi smarco meglio dalla massa dei politici sputtanati se c’ho il loden e il trolley o se c’ho il maglioncino marchionne e la maserati in sosta vietata?

Questi e altri interrogativi occupano le menti altrimenti leggere degli aspiranti alla guida del Paese. Come incontrare il favore del pubblico. Come calamitare sulle proprie persone, nella media piuttosto usurate per età e permanenza sugli schermi della politica, il gradimento del popolo. Logico che, essendo questo lo scopo prioritario del concorrente alle elezioni, egli è costretto a dare spettacolo, a tirare l’applauso.

Vive da settimane sull’orlo di un gigantesco proscenio, a sgomitarsi la parte di protagonista. Consapevole che non conta tanto il copione quanto la capacità di recitarlo bene. Commuovendo o divertendo. A noi, sprofondati nel buio della platea, non ci resta che ridere.

Il Fatto Quotidiano, 10 Febbraio 2013

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni 2013, lo strano caso (psicanalitico) di Herr Pier Luigi

prev
Articolo Successivo

Lavoro, Damiano (Pd): “Reddito di cittadinanza no, salario minimo sì”

next