Le ‘Parlamentarie’ di Grillo sono state un successo o un flop? Non si placano sul blog di Beppe Grillo le polemiche sulle votazioni per le liste dei candidati a 5 Stelle per il Parlamento italiano. “I voti disponibili erano circa 95mila per 1.400 candidati presenti in tutte le circoscrizioni elettorali incluse quelle estere”, spiegava ieri il leader del Movimento con un post pubblicato sul suo blog a un paio di ore dalle chiusura dei ‘gazebo virtuali’ (qui tutti i risultati con i candidati vincitori per ogni circoscrizione). Un intervento in cui l’ex comico celebrava i risultati raggiunti, sottolineando come con le parlamentarie, che hanno visto “una netta affermazione delle donne (su 31 capilista 17 sono donne, il 55%)”, i 5 stelle abbiano messo a segno un bel primato: “E’ il primo movimento o partito politico nel mondo a eleggere i suoi rappresentanti in Parlamento attraverso Internet, questo mentre in Italia non esiste neppure il voto di preferenza”.

Ma Grillo sembra non convincere i suoi, stando almeno ai post polemici, numerosissimi, che seguono il suo intervento e continuano ad essere postati sul blog. C’è chi, senza giri di parole, manda Grillo letteralmente a quel paese, “perché dopo aver rimandato due volte il mio documento, da marzo, ho infine scoperto di non essere certificato nè un ca..o – lamenta Dario – Sarebbe questa la democrazia virtuale? Un accrocco traballante che non vale un qualsiasi forum internet da dilettanti? Imparate a usare il computer prima di fare tutti ‘sti proclami”. Qualcuno fa di conto e avanza dubbi. “95000/1400= 67,9 preferenze medie. Ogni iscritto, 3 voti: 95.000/3= 31.667 votanti. 31.667/1400 = 22,7 iscritti per candidato. Partecipazione dal basso? Più che altro, piccoli club privati e casta estremamente chiusa”, osserva una voce polemica. “95mila persone – aggiunge un altro – è la popolazione del mio quartiere”.

E mentre Grillo decanta le lodi delle parlamentarie, in molti riconoscono il flop. “Ragazzi, che brutta figura – sottolinea un utente – 95mila voti a tre preferenze per votante significa solo 32mila persone che hanno votato, e il bello è che c’erano 1400 candidati. Vuol dire che ogni candidato è riuscito a farsi votare solo da una trentina di persone, praticamente dagli amici del bar sotto casa, o poco più! Ehm…”. Non mancano poi i consueti dubbi sulla macchina organizzativa del Movimento. A Grillo che aveva vantato il costo zero dell’operazione ‘parlamentaria’, qualcuno chiede: “Costo zero? Chi ha pagato sito, server e gli informatici per fermare i cattivi hacker? La Casaleggio? E 95 mila voti cosa legittimano? E come sono stati raccolti? Chi ha votato e come? Chi ha controllato e come?”. Voci critiche, dunque, ma anche tanto entusiasmo. “Oggi, dando un’occhiata ai candidati delle circoscrizioni 5 stelle, ho pianto lacrime di commozione”, scrive ad esempio Lorenzo. “Certo ci sono ancora tante cose da fare, tanti errori dai quali imparare – ammette un altro iscritto al Movimento– Ma siamo partiti e non ci ferma più nessuno. La rivoluzione francese fu un formidabile viatico di trasformazione per tutte le arti e le scienze, basta ricordare l’introduzione del metro come unità di misura, lo saremo anche noi?”.

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