Oggi è un bel giorno per l’informazione ma anche per la politica che si riappropria (qualche volta succede) della sua funzione: approvare leggi che imprimono nell’ordinamento principi di equità
La Camera ha approvato infatti la legge sull’equo compenso dei cronisti e che, come hanno giustamente affermato in conferenza stampa Enzo Iacopino e Roberto Natale (Ordine dei Giornalisti e Federazione nazionale della Stampa) “mette fine alla schiavitù nel mondo dell’informazione”. 

Una legge travagliata nel passaggio dal Senato alla Camera ma che ha sancito, con una firma trasversale un principio inderogabile: basta con quel caporalato e quello sfruttamento ai danni di giornalisti vergognosamente sottopagati.
Cinquanta centesimi lordi per un articolo sul web, o 2-3 euro per un pezzo sulla carta stampata sono un insulto alla dignità del lavoro e alla Costituzione che tutela la libertà di informazione, il dovere di informare e il diritto ad essere informati.
Ora la legge (che è solo un primo passo) dovrà diventare operativa e non rimanere nei cassetti delle tante norme inapplicate e, auspicabilmente, affermarsi come un precedente virtuoso nella più complessa legislazione sul lavoro affinché, nei più svariati settori occupazionali si possano cancellare le tante abnormi diseguaglianze, e quell’indecente classificazione dei lavoratori di serie A e di serie B.

@s_corradino

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