E’ stata lanciata ieri la campagna italiana per la candidatura al Premio Nobel per la Pace di Malala Yousufzai, la ragazza pakistana di 15 anni che lo scorso 9 ottobre è stata gravemente ferita da un colpo di pistola alla testa per aver difeso il diritto allo studio delle ragazze nel suo paese. La petizione richiede ai leader dei maggiori partiti presenti nel Parlamento Italiano – che hanno la possibilità di presentare candidature per il Nobel – di sostenere Malala.

Change.org ha finora raccolto globalmente più di 100.000 firme in Canada, Inghilterra, Francia e Germania da inviare ai rappresentanti politici. 

Nel frattempo in Pakistan Malala è già simbolo del cambiamento per alcuni, dopo le sue lettere e i suoi appelli per salvare l’istruzione femminile nel suo Paese. All’età di 13 anni è diventata celebre per il blog BBC sul quale ha scritto del regime dei Talebani Pakistani e della loro occupazione militare nel distretto dello Swat dove il diritto all’istruzione delle donne è stato bandito da un editto.

Per altri Malala è invece simbolo “degli infedeli e dell’oscenità”, come ha dichiarato Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, il quale ha rivendicato la responsabilità per l’attentato a Malala aggiungendo che questo attacco non sarà l’ultimo a lei diretto.

Ora la ragazza è a Londra in un ospedale che si è offerto di curarla, ma il Premio Nobel oltre a darle il riconoscimento meritato, potrebbe esserle di protezione.

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