“Questa cosa è un po’ folle. Personalmente credo che la colpa del massacro di Denver sia dei giornalisti italiani”. E’ l’ironico tweet che Neil Gaiman, scrittore, giornalista e fumettista inglese cinquantaduenne, ha scritto ieri commentando una gaffe di Repubblica sulla tragica sparatoria avvenuta durante la prima di Batman in un cinema di Aurora, alle porte di Denver. Il riferimento è, in particolare, a un articolo di Angelo Aquaro, inviato della testata negli Stati Uniti.

James Holmes è arrivato facendosi strada nel suo giubbotto antiproiettile al lancio di lacrimogeni – scrive Aquaro il 21 luglio – e poi cominciando a sparare impassibile. ‘È orribile’, dice adesso Neil Gaiman, che non è un testimone scampato al massacro: è il papà di Batman, e forse anche della follia di un fuoricorso di neuroscienze che ha macchiato di sangue perfino il sogno dei supereroi”. La considerazione sulla responsabilità morale del massacro, attribuita poco felicemente a Gaiman, ma soprattutto l’inciampo sulla paternità di Batman, creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939, ha scatenato un tam-tam fibrillante su twitter.

Il passaparola ha raggiunto proprio il diretto interessato, che, oltre ad essere una celebrità tra gli amanti del fumetto, vanta sul popolare social network più di un milione e 700mila followers. Gaiman, che ha scritto pochissimi fumetti su Batman, non ha voluto infierire sull’autore, già resosi noto per alcune bizzarre traduzioni (vedasi “Megamorte” per “Megadeth”, celebre band metal). Ma ha replicato con un commento elegantemente laconico e nel contempo sferzante nei confronti dei giornalisti italiani. E, come colpo di grazia, ha proposto ai suoi estimatori la foto della frase incriminata.

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